C’è un momento in cui la fiducia smette di essere una spinta e diventa un peso. Jonathan David sembra viverlo tutto insieme, dentro novanta minuti che per la Juventus dovevano essere ordinari e che invece hanno lasciato strascichi. Il rigore sbagliato contro il Lecce non è solo un episodio: è la fotografia di una fase che il centravanti bianconero deve attraversare in fretta.
Il rigore che accende il dibattito
La Juventus si affida a David dal dischetto nella sfida con il Lecce. A concedergli il pallone sono due leader riconosciuti, Kenan Yildiz e Manuel Locatelli. La scelta è di campo, immediata. L’esecuzione no: lo scavetto non sorprende Falcone, che resta lucido e respinge. Il gesto pesa più dell’errore. Perché il rigore si può sbagliare; il modo in cui lo sbagli racconta il momento.
Le critiche degli ex: questione di cattiveria
Nel post partita il giudizio è netto. Emanuele Giaccherini non usa giri di parole: in quel contesto, dice, “devi spaccare la porta”. Non è una lezione di tecnica, ma di attitudine. La cattiveria agonistica, quando manca, si vede. Ancora più diretto Hernanes, che allarga il discorso anche alla dinamica interna: il numero nove, l’ingaggio, la responsabilità. E poi il passaggio su Yildiz, sul “chi decide” nei momenti che scottano. Alla Juventus, certe scelte non sono neutre.
La linea di Spalletti: protezione e responsabilità
A fare da argine arriva Luciano Spalletti. Il tecnico difende il gruppo e il processo decisionale: in campo, dice, si decide lì per lì. David ha mostrato personalità; è mancato l’ultimo dettaglio, quei venti centimetri per superare la sagoma del portiere. Nessun processo, nessun colpevole designato. Si archivia e si va avanti. È una presa di posizione chiara: proteggere il giocatore senza negare la responsabilità. Perché la Juve ha bisogno di David, non di un caso.
Una fase da attraversare, non da negare
Arrivato a parametro zero dal Lille, David non è mai stato bocciato dal club. Ma il feeling con il gol si è incrinato, e quando succede alla Juventus il rumore aumenta. La differenza, ora, sta tutta nella risposta: semplificare, tornare all’essenziale, ritrovare la ferocia giusta nei sedici metri. Il rigore contro il Lecce resterà negli highlights. Il resto dipende da ciò che verrà subito dopo. Alla Juve il tempo dell’attesa è breve: o trasformi il peso in spinta, o il peso raddoppia.



