La Juventus ha concluso la sessione di mercato senza riuscire ad aggiungere un ulteriore centravanti all’organico di Luciano Spalletti, nonostante i tentativi portati avanti fino alle ultime ore. Dopo l’arrivo di Jeremie Boga, i bianconeri hanno sondato più piste – da Randal Kolo Muani a Joshua Zirkzee, passando per Jean-Philippe Mateta – senza trovare la soluzione giusta. Tra i nomi rimasti sul tavolo fino all’ultimo, quello di Mauro Icardi è stato il più caldo, ma anche il più complesso.
Il messaggio di Icardi e la voglia di Serie A
Dalle ultime ore di trattative emerge un retroscena significativo. L’attaccante argentino avrebbe fatto recapitare alla dirigenza juventina un messaggio diretto, carico di ambizione e fiducia: «Se mi prendete faccio dieci gol in sei mesi così poi mi confermate anche l’anno prossimo». Parole che raccontano la volontà di rimettersi in gioco in Serie A e di vestire il bianconero, anche a costo di archiviare il passato da capitano dell’Inter e le frizioni vissute proprio con Spalletti ai tempi nerazzurri.
Perché l’operazione non è decollata
La trattativa, però, si è scontrata con un ostacolo decisivo: la posizione del Galatasaray. Il club turco ha fissato il prezzo del cartellino a 15 milioni di euro per un giocatore di 33 anni e a sei mesi dalla scadenza del contratto, rendendo di fatto impraticabile l’ipotesi di un prestito. Un rinnovo preliminare non era un’opzione percorribile, né per l’attaccante né per la società.
Il timore europeo del Galatasaray
Alla base della fermezza del Galatasaray ci sarebbe anche una valutazione strategica. Il presidente Dursun Özbek avrebbe alzato il muro temendo un possibile incrocio europeo: l’idea che potesse essere proprio Icardi a segnare gol decisivi contro il suo ex club in un playoff di Champions League è stata considerata un rischio economico e sportivo troppo alto. Meglio trattenere il giocatore, anche a costo di rinunciare a un incasso immediato.
Il quadro finale
Di fronte a queste condizioni, la Juventus ha scelto di fermarsi. Il mercato si chiude così senza il colpo in attacco auspicato, con Spalletti chiamato a lavorare sull’organico attuale e a rimandare eventuali interventi alla prossima estate. L’operazione Icardi resta un capitolo affascinante ma incompiuto, simbolo di un mercato in cui volontà e realtà economiche non sono riuscite a incontrarsi.


