Si chiude con un pareggio che profuma d’impresa la domenica della 24ª giornata di Serie A. All’Allianz Stadium, la Juventus di Luciano Spalletti rimonta due gol di svantaggio a una cinica Lazio, fissando il punteggio sul 2-2 nell’ultimo respiro di un match ad altissima tensione. Dopo i gol di Pedro e Isaksen che sembravano aver spento le speranze bianconere, la “Vecchia Signora” ha saputo reagire con orgoglio, accorciando con McKennie e trovando il pari definitivo al 96′ grazie a una proiezione offensiva di Pierre Kalulu. Un punto d’oro che permette ai torinesi di salire a quota 46 punti e blindare il quarto posto, mentre i biancocelesti di Sarri masticano amaro per una gestione del finale troppo rinunciataria.
Esperimento Spalletti e il lampo di Pedro
La serata dello Stadium si apre con una sorpresa tattica: Spalletti ridisegna la Juventus con un modulo fluido che vede Teun Koopmeiners agire nell’insolita posizione di difensore centrale, permettendo alla squadra di trasformarsi in un 3-4-2-1 in fase di possesso. L’avvio è di marca bianconera: Cambiaso impegna severamente Provedel, che poco dopo compie un vero miracolo su un colpo di testa a botta sicura di Bremer. Al 27′, lo stadio esplode per un gol di Koopmeiners, ma il VAR gela l’entusiasmo: la rete viene annullata per la posizione di fuorigioco di Thuram, ritenuta attiva sulla visuale del portiere.
Nonostante il dominio territoriale juventino, è la Lazio a colpire nel momento meno atteso. Proprio al tramonto del primo tempo (47′), un errore in impostazione di Locatelli innesca la transizione biancoceleste: Daniel Maldini serve con i tempi giusti il veterano Pedro, che non sbaglia e firma lo 0-1, mandando i suoi negli spogliatoi in vantaggio.
Doppia doccia gelata e la scossa di McKennie
La ripresa sembra il proseguimento dell’incubo per la Juventus. Al 49′, Cataldi scodella un pallone perfetto per la velocità di Isaksen: l’esterno danese salta secco Cambiaso e batte Di Gregorio per lo 0-2. Sotto di due reti, Spalletti decide di cambiare tutto inserendo Zhegrova e Boga per aumentare il peso offensivo. La scossa arriva al 59′: su un cross dalla trequarti, Weston McKennie svetta imperioso e di testa trafigge Provedel, riaprendo ufficialmente i giochi.
Da quel momento l’area laziale diventa un fortino sotto assedio. Sarri corre ai ripari inserendo Romagnoli per blindare la difesa, mentre la Juventus spinge con la forza dei nervi. La Lazio spreca due clamorose occasioni in ripartenza con Taylor e Noslin, peccando di precisione nel chiudere il match, ed è un errore che peserà come un macigno sul risultato finale.
Apoteosi Kalulu al fotofinish
Il recupero è un concentrato di emozioni pure. Yildiz sfiora il pari con un destro che sibila vicino al palo, mentre lo Stadium spinge i bianconeri nell’ultimo assalto disperato. Al 96′, proprio quando il cronometro sembrava aver condannato la Juventus, Pierre Kalulu si spinge in avanti su un cross telecomandato di Boga: il difensore trova l’impatto perfetto e insacca il 2-2 che fa esplodere l’arena. C’è tempo persino per l’ultima emozione, con il neo-entrato Openda che sfiora addirittura il clamoroso sorpasso prima del triplice fischio di Guida. Spalletti salva il quarto posto, Sarri resta a quota 33 punti con il rimpianto di aver terminato la benzina proprio sul più bello.


