La vittoria di Reggio Emilia non ha solo riportato la Juventus a braccetto con la Roma al quarto posto. Ha certificato qualcosa di più profondo, meno appariscente ma estremamente indicativo dello stato di salute della squadra. Contro il Sassuolo, la Juve ha toccato un primato che racconta meglio di qualsiasi slogan il lavoro fatto fin qui da Luciano Spalletti.
Un record che parla di collettivo
Il 3-0 del Mapei Stadium, costruito sull’autorete di Muharemovic e sui gol di Fabio Miretti e Jonathan David, ha permesso alla Juventus di centrare la quarta vittoria nelle ultime cinque giornate. Ma il dato che emerge con più forza riguarda chi segna, non solo quanto si segna.
Dopo 19 giornate di campionato, i bianconeri hanno realizzato 26 gol con ben 16 marcatori diversi. Nessuno in Serie A ha fatto meglio. Un primato che colloca la Juventus davanti a tutti in questa speciale classifica, con l’Inter ferma a 13 giocatori diversi a segno e il Milan a quota 12.
La mano di Spalletti
È un dato che non nasce per caso. Luciano Spalletti lo ha spiegato chiaramente anche a parole, sottolineando il valore strategico di questa distribuzione offensiva. Segnare in tanti significa non dipendere dai singoli, poter colpire in contesti diversi e costruire fiducia diffusa all’interno dello spogliatoio.
È una Juventus che non vive di rendita, ma di sistema. I gol arrivano da attaccanti, centrocampisti, esterni e difensori, segno di un impianto che porta uomini dentro l’area con continuità e senza rigidità.
Continuità e varietà: un altro segnale forte
C’è anche un altro numero che rafforza il concetto. Nelle ultime cinque partite di campionato, la Juventus ha trovato il gol con otto marcatori diversi consecutivi, senza che nessuno segnasse più di una volta nello stesso arco di gare. Un’anomalia statistica che diventa indicatore tattico: la pericolosità bianconera è imprevedibile.
Da Cabal a Conceição, da Kalulu a Yildiz, fino a McKennie, Miretti e David, ogni partita ha avuto protagonisti diversi. Un dettaglio che rende più difficile leggere e preparare le gare contro questa Juve.
Non è una fuga, ma una base solida
La classifica dice che la corsa Champions è apertissima. Nessun allungo, nessuna fuga. Ma questo primato racconta che la Juventus ha costruito fondamenta vere, non legate all’estro di uno solo. È una squadra che cresce per accumulo, per fiducia, per condivisione delle responsabilità. Non è ancora una rincorsa al vertice. Ma è una Juventus che corre. E lo fa insieme.


