Koné incanta il Mondiale, la Roma ne approfitta: prezzo salito oltre i 50 milioni
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Koné incanta il Mondiale, la Roma ne approfitta: prezzo salito oltre i 50 milioni

Novantadue per cento di passaggi completati, cento per cento di contrasti vinti. Sono i numeri con cui Manu Koné ha chiuso l'ultima uscita della Francia al Mondiale, prestazioni che stanno progressivamente trasformando il centrocampista della Roma in uno dei protagonisti silenziosi ma decisivi della nazionale campione in carica, secondo la ricostruzione de Il Messaggero. Non segna, non è quello il suo mestiere, ma fa tutto il resto con una continuità che sta convincendo anche i più esigenti. Una Francia da 2,6 gol a partita, e Koné ne è il motore I Bleus stanno rispettando in pieno i pronostici della vigilia, viaggiando a una media realizzativa di 2,6 gol a partita grazie ai colpi di Mbappé, Dembelé e Olise. Dietro le loro giocate, però, c'è il lavoro meno appariscente ma altrettanto prezioso di Koné, chiamato a garantire duelli, contrasti e recuperi difensivi con quella voglia di spaccare il mondo che Gian Piero Gasperini avrebbe voluto rivedere anche nelle ultime giornate di campionato, quando probabilmente la testa del centrocampista era già proiettata al torneo iridato. Manu Koné Gli elogi della stampa francese Il rendimento di Koné non è passato inosservato nemmeno oltralpe. L'Equipe ha descritto la sua prova contro il Marocco parlando di un giocatore capace di dominare gli avversari in una partita completa sotto ogni punto di vista, mentre Le Parisien lo ha definito semplicemente onnipresente sul terreno di gioco. Giudizi che confermano quanto il centrocampista sia ormai considerato un titolare inamovibile nello scacchiere di Didier Deschamps. Il muro alzato all'Inter e il no all'Atletico Madrid Non è la prima volta che il nome di Koné finisce al centro di voci di mercato. Già lo scorso anno l'Inter aveva bussato alla porta di Trigoria, trovando però un muro insormontabile eretto dalla società giallorossa. Quest'estate, prima della fatidica data del 30 giugno, era stato l'Atletico Madrid a mettere sul piatto un'offerta da 43 milioni di euro complessivi tra parte fissa e bonus. Stavolta, però, il no è arrivato direttamente dal calciatore, non dal club. La linea di D'Amico: sotto i 50 milioni neanche una trattativa Dalla Premier League, invece, proposte concrete non ne sono mai arrivate, ma il direttore sportivo Tony D'Amico aveva comunque chiarito fin da subito all'entourage del giocatore che, a partire da luglio, qualsiasi offerta sotto i 50 milioni di euro non sarebbe stata nemmeno presa in considerazione. Una linea che, con il passare delle settimane e con la crescita esponenziale delle quotazioni di Koné al Mondiale, si è ulteriormente irrigidita: oggi la Roma può permettersi di chiedere anche una decina di milioni in più rispetto a quella soglia iniziale. Il diktat dei Friedkin: «Non si svende nessuno» I giallorossi, va detto, dovranno comunque completare almeno una cessione importante entro la fine del mese per ragioni di bilancio. Ma il principio dettato dalla proprietà resta fermo: i Friedkin hanno ribadito che nessun big verrà svenduto, un discorso che vale a maggior ragione per un titolare della nazionale campione del mondo in carica come Koné. Cifre di questo livello, in Italia, nessun club sarebbe oggi in grado di avvicinarle. Il discorso cambia, e non poco, guardando alla Premier League. I movimenti dei club inglesi Il Manchester United aveva chiesto informazioni su Koné, salvo poi virare su Ederson dell'Atalanta, che però ieri non ha superato le visite mediche con i Red Devils. L'Arsenal, dal canto suo, si è invece concentrato su Bruno Guimaraes. Resta una mina vagante il Chelsea: a fine Mondiale i Blues potrebbero perdere Enzo Fernandez, diretto a Madrid sponda Mourinho, e in quel caso da Londra potrebbe partire una nuova caccia a un centrocampista di livello internazionale. Il sogno Parigi che non si realizzerà C'è infine un desiderio personale che Koné coltiva da tempo, quello di tornare a giocare a Parigi. Ma per caratteristiche tecniche non è considerato il profilo adatto al gioco di Luis Enrique, motivo per cui il Paris Saint-Germain non si è mai realmente avvicinato al giocatore, lasciando che il suo futuro si giochi tutto sull'asse Roma-Premier League.

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