Da Malcom dirottato dal Barcellona nell'estate 2018 fino ai casi Summerville e Mora di quest'anno, i giallorossi inseguono un esterno d'attacco che sistematicamente sfugge all'ultimo secondo. Non è sfortuna: è un modello che si ripete
C'è un ruolo che alla Roma porta male da almeno sette anni, e chi segue il mercato giallorosso lo sa bene: l'attaccante esterno. Destro, sinistro, ala pura o trequartista poco importa. Ogni volta che il club prova a mettere mano a quella zona di campo, la trattativa deflagra. Accordi già chiusi, voli prenotati, annunci social pubblicati: non è servito a niente. A raccontare questa sequenza di beffe è Il Romanista, che parla senza mezzi termini di una vera e propria maledizione.
E qui viene la parte scomoda, quella che nessuno dalle parti di Trigoria ha voglia di ammettere fino in fondo. Perché quando una cosa ti capita una volta è sfortuna, due volte è coincidenza. Ma alla settima diventa un metodo. O quantomeno una fragilità strutturale nel modo in cui la società conduce certe operazioni.










