La sconfitta di San Siro lascia scorie pesanti nel mondo Lazio. Il 1-0 incassato dal Milan non è stato digerito, ma ciò che ha fatto traboccare il vaso è stato il turbolento epilogo del match, segnato da un episodio arbitrale che ha acceso la rabbia biancoceleste. La società, in aperta forma di protesta, ha scelto di entrare in silenzio stampa: nessun tesserato rilascerà dichiarazioni né ai giornalisti presenti allo stadio né alle televisioni.
Un episodio che fa esplodere la polemica
Tutto nasce nel quinto minuto di recupero. La Lazio reclama un rigore per un presunto tocco di mano di Pavlovic sulla conclusione di Romagnoli, con Marusic che entra nel duello fisico a ridosso dell’azione. Dal centro VAR di Lissone arriva la decisione di richiamare l’arbitro Collu alla on field review: l’azione va rivista al monitor, perché qualcosa non torna. È l’innesco del caos. Mentre Collu si avvicina al monitor, dalle panchine si alza un’ondata di proteste e tensione.
Espulsioni, scintille e rissa sfiorata
Prima ancora che l’arbitro possa rivedere le immagini, la situazione degenera. Massimiliano Allegri viene allontanato per proteste. Nel tragitto verso gli spogliatoi, il tecnico rossonero entra in contatto con Marco Ianni, vice di Sarri, e da quel punto la miccia si accende: tra i due nasce un alterco acceso che costringe Collu a intervenire nuovamente, espellendo anche il collaboratore biancoceleste. È un momento caotico, con staff e giocatori a fare da barriera per evitare che la discussione sfoci in qualcosa di più pesante. Solo dopo aver ristabilito un minimo di ordine, l’arbitro può finalmente completare la revisione dell’episodio.
Il verdetto che fa infuriare la Lazio
Collu analizza le immagini con attenzione e legge l’episodio in modo complesso. Conferma che il tocco di mano di Pavlovic c’è ed è in posizione irregolare, quindi punibile. Ma aggiunge un dettaglio decisivo: prima dell’impatto con il braccio, lo stesso Pavlovic subisce un fallo da Marusic. Di conseguenza, l’azione va annullata e non può essere assegnato alcun rigore. La decisione finale è chiara: fallo in attacco della Lazio, punizione per il Milan e niente penalty.
Una notte che lascia ferite aperte
La scelta della società di optare per il silenzio stampa testimonia la profondità del malumore biancoceleste. Una partita già complicata di suo si è chiusa in un clima di tensione altissima, con una decisione arbitrale destinata a far discutere ancora a lungo. In casa Lazio resta il rammarico per un finale incandescente e la sensazione di un’occasione sfuggita anche oltre i limiti del campo. Facile prevedere che questo episodio continuerà a far rumore nei giorni a venire.



