L’Inter si ritrova ad affrontare uno dei momenti più complessi della sua stagione. La sconfitta di Bergen contro il Bodo/Glimt non ha lasciato solo scorie psicologiche e un risultato da ribaltare in Champions, ma ha svuotato l’infermeria per riempire la lista degli indisponibili. La trasferta di domani a Lecce diventa così un passaggio cruciale: un test di resilienza per la squadra di Cristian Chivu, chiamata a reagire immediatamente per evitare che il Milan, ora a -7, possa accorciare ulteriormente le distanze. Con Lautaro Martinez ormai fuori causa, il tecnico deve ridisegnare la spina dorsale della squadra, partendo da un centrocampo ridotto all’osso.
Centrocampo da reinventare: Barella e Calha out, Frattesi c’è
La zona nevralgica del campo è quella che preoccupa maggiormente lo staff tecnico. In Salento non ci saranno né Nicolò Barella né Hakan Calhanoglu, entrambi fermati dal giudice sportivo. Per il regista turco, inoltre, la squalifica “nasconde” un affaticamento muscolare accusato dopo il match con la Juve che lo rende in forte dubbio anche per il ritorno europeo di martedì. La buona notizia per Chivu arriva da Davide Frattesi: l’azzurro ha smaltito la gastroenterite che lo aveva debilitato in settimana ed è pronto a riprendersi una maglia da titolare per garantire quegli inserimenti che, senza il “Toro” davanti, saranno vitali per la manovra offensiva.
Il fattore Zielinski e la carta Diouf mezzala
Le condizioni di Piotr Zielinski restano sotto osservazione. Il polacco, uscito malconcio dal campo sintetico del Bodo, non è stato sottoposto ad accertamenti strumentali, segno che lo staff medico nerazzurro respira un cauto ottimismo. La sua presenza tra i convocati è probabile, anche se un impiego dall’inizio appare difficile; più verosimile un suo utilizzo a gara in corso per gestire le energie. In questo scenario di emergenza, potrebbe scoccare l’ora di Diouf: il giovane talento, spesso impiegato in ruoli diversi, potrebbe finalmente essere schierato come mezzala, il suo ruolo naturale, affiancando i veterani Mkhitaryan e Sucic, entrambi pienamente arruolabili.
Chivu e la statistica che scaccia la crisi
Nonostante l’allarme infortuni, l’ambiente nerazzurro cerca di aggrapparsi ai numeri. Se è vero che l’assenza di Lautaro priva la squadra del suo terminale da 11 tocchi in area a partita, esiste una statistica che conforta Chivu: l’Inter, in questa stagione, ha dimostrato di saper distribuire il peso del gol su più interpreti quando il suo capitano è mancato. La trasferta di Lecce non è dunque solo una prova di forza, ma l’occasione per dimostrare che il progetto nerazzurro va oltre le individualità e che la profondità della rosa può sopperire anche a una tempesta perfetta di assenze.


