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L’eclissi del calcio italiano: la Champions League diventa un tabù per la Serie A

Ecatombe tricolore negli ottavi: mentre il campionato affonda, Chiesa, Ruggeri e Calafiori tengono viva la speranza nei quarti di finale.

Redazione
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Il bilancio del calcio italiano nelle competizioni europee riflette una crisi strutturale che i dati del ranking faticano ormai a mascherare. Il verdetto della Champions League è una sentenza senza appello: per il secondo anno consecutivo, nessuna compagine di Serie A è riuscita a superare lo scoglio degli ottavi di finale. Se nella passata stagione la “sopravvissuta” aveva nobilitato il percorso raggiungendo l’atto conclusivo, l’edizione corrente si chiude con un’ecatombe tattica e numerica, culminata in un’eliminazione aggregata da dieci reti subite a fronte di una sola marcatura realizzata. Un’impasse che segnala un preoccupante distacco dai vertici del calcio d’élite, lasciando alla Nazionale di Rino Gattuso l’onere di rianimare un movimento in coma profondo nei prossimi playoff mondiali contro l’Irlanda del Nord.

I sopravvissuti all’estero: la resistenza tricolore nei top club

Mentre i club italiani ammainano le bandiere, la rappresentanza dei calciatori azzurri nei quarti di finale resta affidata a una ristretta enclave di “esuli” di lusso. Nel Liverpool di Arne Slot, prossimo a sfidare il PSG in un summit dall’alto contenuto spettacolare, figurano Federico Chiesa e Giovanni Leoni. L’ex ala della Juventus, pur non essendo una prima scelta gerarchica, gode della stima del tecnico olandese per la sua ecletticità tattica: «Federico resta una risorsa preziosa per la sua capacità di ricoprire più ruoli sul fronte offensivo, specialmente dopo il forfait di Isak», filtrano indiscrezioni dal centro sportivo di Kirkby. Destino opposto per il giovane Leoni, la cui stagione è stata troncata precocemente dalla rottura del legamento crociato subita a settembre.

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Da Ruggeri a Calafiori: l’asse Madrid-Londra

In terra spagnola, la parabola di Matteo Ruggeri all’Atletico Madrid rappresenta l’unica vera nota lieta per la continuità ad alti livelli. Sotto la guida del Cholo Simeone, l’ex esterno dell’Atalanta ha saputo vincere una concorrenza spietata, collezionando 34 presenze stagionali e trasformandosi in un elemento cardine del modulo colchonero. La sua duttilità nel ricoprire sia il ruolo di terzino che quello di centrale di sinistra lo proietta come titolare nel caldissimo derby di Champions contro il Barcellona.

Spostando lo sguardo su Londra, il destino di Riccardo Calafiori con l’Arsenal di Mikel Arteta appare vincolato a una gestione oculata delle risorse fisiche. Nonostante i recenti acciacchi che lo hanno tenuto ai margini nella sfida contro il Bayer Leverkusen, il difensore azzurro resta un pilastro del progetto tecnico dei Gunners. Con una Premier League virtualmente blindata grazie ai nove punti di vantaggio sul Manchester City, l’ambizione di Calafiori è ora quella di centrare uno storico “double” europeo, confermandosi come uno dei profili internazionali più autorevoli del nostro panorama calcistico.

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