Leweling sfuma, e spunta pure l'Everton dei Friedkin: il paradosso del mercato Roma
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Leweling sfuma, e spunta pure l'Everton dei Friedkin: il paradosso del mercato Roma

Nel pieno della trattativa per il tedesco irrompe la concorrenza del club inglese, controllato dalla stessa famiglia proprietaria dei giallorossi. Per il secondo anno di fila Gasperini resta senza esterno mancino di piede destro

Nel pieno della trattativa per Leweling, con gli agenti del tedesco che rallentavano rimangiandosi la parola data, è spuntata la concorrenza di un club a dir poco singolare: l'Everton, di proprietà della stessa famiglia Friedkin che controlla la Roma. Non è un refuso, non è uno scherzo. È la fotografia più nitida di un mercato che ai giallorossi ha chiuso porte su porte.

Il ruolo mai risolto: l'esterno mancino di piede destro

Per la seconda stagione consecutiva Gasperini non avrà a disposizione l'esterno mancino di piede destro, un ruolo che ormai suona quasi come una filastrocca ripetuta a ogni sessione di mercato. Eppure era il primo vero tassello da rinforzare tra i titolari che a maggio erano arrivati terzi in campionato. Non è un giudizio sul lavoro fatto: da lì, infatti, la Roma aveva cominciato la propria caccia, inseguendo prima Greenwood e poi Summerville. Niente, in entrambi i casi.

Abbiamo trattato 30 giocatori, ha detto Gasperini, per usare le sue parole. E in mezzo a quei trenta nomi c'è di tutto. C'è Nusa, con cui esisteva già un accordo per un ingaggio da 3,2 milioni. C'è persino Leao, idea vera, la prima telefonata fatta dal ds D'Amico appena arrivato a Trigoria, salvo capire in fretta che i costi sarebbero stati impossibili da sostenere. Poi Gittens. Poi Fofana, dato prima per chiuso e poi sparito dai radar perché non troppo gradito allo stesso Gasperini. E infine gli ultimi due nomi, quelli delle ore finali: Luiz Henrique, arenato perché gli affari con la Russia, di questi tempi, non possono essere rapidi, e Leweling, appunto, con l'aereo pronto a Stoccarda nel pomeriggio di ieri. Un aereo mai decollato.

Una rosa da 20 giocatori di movimento

Il risultato è tutto nei numeri. La Roma oggi ha 20 giocatori di movimento in rosa, Lulli compreso, che secondo lo stesso Gasperini non va caricato di responsabilità notevoli. Due in meno, di fatto, rispetto a quanti ne avrebbe voluti l'allenatore. Non proprio l'ideale, alla vigilia di una stagione con l'Europa League a complicare le rotazioni ogni tre giorni.

Un mercato da quasi 100 milioni, senza cessioni

Eppure sarebbe troppo semplicistico prendersela solo con la società. Sul resto della rosa il lavoro è stato buono, ha ridotto la distanza tra titolari e seconde linee, ha abbassato il monte ingaggi. Un mercato da poco meno di 100 milioni, riscatti esclusi. E nessun big è stato ceduto, così come previsto fin dai programmi iniziali, anche se qualcuno oggi fa finta di non ricordarlo. Manca, insomma, il piatto principale.

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