Lucumí, la Juventus punta 20 milioni sulla duttilità in difesa
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Lucumí, la Juventus punta 20 milioni sulla duttilità in difesa

Spalletti spiega la scelta del colombiano, arrivato dal Bologna: un centrale capace di giocare sia a quattro sia a tre, pensato per alzare il baricentro e mettere pressione ai titolari

Venti milioni di euro per un difensore che deve fare più di un lavoro solo. La Juventus ha chiuso per Jhon Lucumí, prelevato dal Bologna, e la cifra investita racconta da sola quanto il club bianconero considerasse prioritario questo intervento. Lo riporta TuttoJuve.com, con la firma di Massimo Pavan.

"Abbiamo speso un po' di soldini"

A spiegare le ragioni dell'operazione ci ha pensato direttamente Luciano Spalletti, che non ha fatto mistero dell'investimento importante sostenuto per il colombiano. Noi, nei limiti del possibile, siamo andati a cercare dei calciatori che fossero funzionali e che fossero forti. Lui è sicuramente così, ha detto il tecnico. Abbiamo anche speso un po' di soldino con lui, perché il livello è quello altissimo del ruolo. Quello che vogliamo fare è migliorare questa doppia posizione dentro la squadra, perché per il campionato che sarà noi abbiamo bisogno di più calciatori che possano poi avere una, diciamo, una lotta per guadagnarsi il posto, fra virgolette, di quelle corrette, di quelle sportive, insomma. Non un semplice tassello numerico, dunque. Lucumí arriva con lo status di certezza, non di alternativa da tenere in panchina in caso di emergenza.

Rapido e aggressivo: il difensore che serve alla difesa alta

Sul piano tattico, il colombiano porta esattamente ciò che Spalletti chiede ai propri centrali: non limitarsi a proteggere l'area, ma accompagnare la pressione, anticipare gli attaccanti e accettare duelli anche lontano dalla porta. Al Bologna Lucumí si è già abituato a interpretare il ruolo in questo modo, e la sua velocità gli permette di coprire lo spazio alle spalle di una linea difensiva molto avanzata, riducendo così i rischi tipici di chi gioca con un baricentro alto.

Il possibile tandem con Bremer

Accanto a Bremer potrebbe nascere una coppia centrale con caratteristiche complementari: fisicità, aggressività e capacità di recupero da entrambe le parti. Un abbinamento che, sulla carta, garantirebbe alla Juventus solidità nella metà campo difensiva senza rinunciare all'intensità richiesta dal nuovo modulo.

Mancino di piede e utile in costruzione

Il contributo di Lucumí, però, non si esaurisce in fase difensiva. Il colombiano possiede una tecnica individuale che gli permette di partecipare all'impostazione senza ricorrere sistematicamente al lancio lungo, e la sua caratteristica di essere mancino offre alla Juventus una soluzione naturale sul centro-sinistra: può ricevere sotto pressione, aprire il gioco sul terzino o cercare direttamente i centrocampisti tra le linee.

Una costruzione più rapida dal basso, in prospettiva, potrebbe avvantaggiare anche i giocatori offensivi della rosa - da Yildiz a Conceição fino a Kolo Muani - permettendo loro di ricevere palla quando la difesa avversaria non è ancora organizzata.

Duttilità tattica: linea a quattro o a tre

L'elemento che più ha convinto la dirigenza resta comunque la duttilità. Lucumí può giocare da centrale sinistro sia in una difesa a quattro sia in una linea a tre, una flessibilità che permetterà a Spalletti di cambiare sistema di gioco durante la partita senza dover ricorrere a una sostituzione.

Più concorrenza, meno rischi nella stagione lunga

L'arrivo del colombiano cambia inevitabilmente le gerarchie del reparto arretrato. Bremer resta il punto fermo, ma tutti gli altri posti torneranno a essere terreno di conquista, da guadagnarsi settimana dopo settimana in allenamento. Una scelta dettata anche dal calendario che attende i bianconeri: una stagione lunga, con tanti impegni, che avrebbe esposto la squadra a rischi eccessivi affidandosi a un numero troppo ridotto di centrali.

Lucumí, che conosce già gli attaccanti, i ritmi e le difficoltà dei campi della Serie A, non avrà bisogno di un lungo periodo di adattamento. Esattamente il profilo che Spalletti aveva chiesto alla società.

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