Il pareggio con il Chelsea ha lasciato strascichi pesantissimi in casa Manchester City. Non tanto per il punto, quanto per ciò che è emerso nelle ore successive: una difesa improvvisamente decimata, ridotta all’osso nel momento più delicato della stagione. Per Pep Guardiola non è più tempo di adattamenti. Il mercato diventa una necessità. Il quadro è chiaro e allarmante. Il City rischia di affrontare la fase decisiva della Premier League e il ritorno della UEFA Champions League con una coperta difensiva troppo corta per reggere il livello di competizione richiesto.
Emergenza totale nel reparto arretrato
La notizia più pesante riguarda Joško Gvardiol. Gli esami hanno certificato una frattura alla tibia destra: uno stop lungo, potenzialmente superiore ai tre mesi, che rischia di chiudere in anticipo la sua stagione nell’anno che porta ai Mondiali. Un colpo durissimo. Come se non bastasse, anche Rúben Dias si è fermato. Per lui uno stiramento importante, con tempi di recupero stimati tra le sei e le otto settimane. E il quadro si completa con l’ennesimo stop di John Stones, sul quale lo stesso Guardiola ha ammesso grande incertezza: mesi, non settimane. In un colpo solo, il City si ritrova senza tre pilastri difensivi.
Le alternative non bastano più
Guardando la rosa, i nomi rimasti sono pochi e non del tutto rassicuranti. Abdukodir Khusanov e Nathan Aké rappresentano le uniche opzioni centrali pure. Aké, però, è un giocatore spesso condizionato da problemi fisici e difficilmente garantisce continuità su più fronti. Il rientro dal prestito del giovane Max Alleyne non può bastare per sostenere una squadra che punta a restare agganciata alla vetta, con l’Arsenal già avanti in classifica e un calendario europeo che non concede tregua. Per questo il City ha deciso di accelerare.
Guéhi nel mirino: sfida aperta al Liverpool
Il nome che mette tutti d’accordo è Marc Guéhi, oggi al Crystal Palace. Profilo pronto, affidabile, già leader in Premier e con esperienza internazionale. Non a caso è da tempo anche un obiettivo del Liverpool, che aveva provato a portarlo ad Anfield già la scorsa estate. Il problema è il prezzo. Il Palace ha sempre fatto muro sotto i 45 milioni, nonostante un contratto in scadenza e la consapevolezza di poterlo perdere a parametro zero. Una posizione rigida, ma coerente con il peso del giocatore: Guéhi è stato utilizzato con continuità, segnando anche gol pesanti e confermandosi come uno dei centrali più affidabili del campionato. Ora il City si è inserito con decisione, avviando i primi contatti. E quando Guardiola chiama, difficilmente lo fa per semplice esplorazione.
Il dilemma del Crystal Palace
Il Palace è davanti a una scelta complessa. Trattenere Guéhi fino a fine stagione significa rischiare di perderlo senza incasso. Cederlo ora vuol dire indebolire una squadra che, pur vivendo un momento difficile, è ancora pienamente in corsa per l’Europa. La classifica dice quattordicesimo posto, ma con distacchi minimi. Le recenti sconfitte hanno rallentato la corsa, ma l’equilibrio della Premier lascia tutto aperto. Vendere il proprio miglior difensore ora potrebbe essere un azzardo, ma anche l’ultima occasione per monetizzare. Il City osserva. Il Liverpool pure. E il tempo, come spesso accade a gennaio, diventa l’ago della bilancia. Guardiola ha bisogno di una risposta immediata. Non solo per tamponare un’emergenza, ma per evitare che una stagione costruita con ambizione venga compromessa da una difesa rimasta improvvisamente senza fondamenta.





