L’ombra dei “santoni” della panchina si allontana da Old Trafford, mentre prende quota l’ipotesi di una soluzione interna che sa di restaurazione e buonsenso. Il Manchester United, reduce dal traumatico divorzio con Ruben Amorim consumatosi all’alba di questo 2026, si trova di fronte a un bivio identitario: inseguire l’ennesimo top manager internazionale o affidarsi definitivamente a chi, in poche settimane, ha saputo curare le ferite di un ambiente depresso. Michael Carrick, attuale tecnico ad interim, ha collezionato quattro vittorie consecutive, riaccendendo una speranza Champions che pareva svanita sotto l’ostinata rigidità tattica del suo predecessore portoghese.
L’appello di Owen: «La soluzione è sotto il vostro naso»
A schierarsi apertamente a favore dell’ex centrocampista è Michael Owen. L’ex Pallone d’Oro, intervistato da GOAL, ha lanciato un monito chiaro alla dirigenza dei Red Devils: evitare l’errore di cercare altrove ciò che si ha già in casa. Secondo Owen, nomi altisonanti come Thomas Tuchel, Carlo Ancelotti o Mauricio Pochettino non rappresentano la risposta corretta in questo preciso momento storico.
«Il Manchester United nell’ultimo decennio ha provato di tutto: vincenti nati, veterani, promesse straniere. Ha provato ogni strada», ha spiegato Owen, sottolineando come Carrick stia ottenendo dai calciatori prestazioni che non si vedevano da anni. La prova del nove è stata la sfida contro il Manchester City: «Non ho mai visto lo United giocare così bene in una singola partita da più di dieci anni. Se Michael dovesse centrare la Champions, dirgli “grazie e addio” per assumere un altro sarebbe come spararsi sui piedi».
Logistica e finanze: perché Carrick conviene
Oltre all’aspetto puramente tecnico e al feeling con lo spogliatoio, Owen solleva una questione pragmatica legata alla stabilità e ai conti del club. Molti dei candidati “di lusso” sono attualmente impegnati con le rispettive nazionali in vista dei Mondiali 2026. Attendere la fine del torneo significherebbe iniziare la programmazione della nuova stagione con un ritardo imperdonabile.
«Michael non mi ringrazierà per averlo detto, ma è l’opzione perfetta anche finanziariamente», ha aggiunto Owen, ricordando che Carrick non richiede costi di svincolo, conosce perfettamente l’ambiente e non ha problemi di ambientamento. «È un uomo perbene che ha faticato tanto per arrivare qui. È una risorsa pronta all’uso che costa una frazione rispetto ai grandi nomi».
Il test West Ham per il pokerissimo
Mentre la dirigenza prende tempo, fissando alla fine della stagione 2025-26 il termine per la decisione definitiva, il campo continua a dare ragione a Carrick. Martedì lo United affronterà il West Ham con l’obiettivo di centrare la quinta vittoria di fila, un risultato che blinderebbe ulteriormente la posizione del tecnico e alimenterebbe l’entusiasmo di una tifoseria che sembra aver finalmente ritrovato una guida in cui identificarsi. Dopo il fallimento del 3-4-2-1 di Amorim, la normalità di Carrick sta diventando la vera rivoluzione di Old Trafford.


