Scott McTominay si mette a nudo. L’anima pulsante del centrocampo del Napoli, fermo ai box nelle ultime settimane, ha rotto il silenzio in una lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, affrontando con disarmante onestà il momento più complesso dal suo arrivo in Italia. Lo scozzese, diventato in pochi mesi l’idolo del “Maradona”, sta lottando contro un problema al tendine del gluteo che ne ha minato la continuità, obbligandolo a saltare sfide cruciali come quelle contro Como e Roma. «Voglio disperatamente giocare, ma devo essere sicuro del mio stato», ha confessato l’ex Manchester United, confermando come la sua presenza domenica contro l’Atalanta resti un rebus che si scioglierà solo a ridosso del fischio d’inizio alla New Balance Arena.
Il patto con Napoli: “Potrei restare qui a lungo”
Nonostante le sirene di mercato e le speculazioni sul futuro, McTominay ha voluto blindare il suo legame con la maglia azzurra. Con parole cariche di affetto, il mediano ha respinto ogni voce di addio: «Il mio agente parla solo con me e con il club. Io sono estremamente felice qui e mi vedo a Napoli per molto tempo». Lo scozzese ha tracciato un parallelo tra la passionalità partenopea e le sue radici, dichiarando di sentirsi finalmente “a casa” in una città che ne ammira l’attitudine guerriera. Una dichiarazione d’amore che tranquillizza Antonio Conte, consapevole di avere tra le mani non solo un top player, ma un uomo spogliatoio pronto a sposare il progetto a lungo termine.
L’allarme infortuni e l’elogio del “sergente” Conte
L’analisi di McTominay si è poi spostata sulla sfortunata catena di infortuni che sta falcidiando la rosa azzurra, citando anche il recente stop di Amir Rrahmani (fuori per due mesi). «Abbiamo avuto sfortuna, non è una scusa ma una spiegazione seria», ha ribadito, difendendo l’operato di uno staff tecnico costretto a continui equilibrismi tattici. Su Antonio Conte, il giudizio è perentorio: «È un grande allenatore, appassionato, diverso da chiunque altro abbia avuto. Con lui devi dare il massimo o hai un problema». Un attestato di stima che sottolinea come il tecnico leccese sia riuscito a infondere quella mentalità vincente necessaria per riportare il Napoli ai vertici, nonostante le avversità fisiche della truppa.
La critica al calcio moderno: “Sta diventando troppo soft”
Un passaggio significativo dell’intervista ha riguardato la metamorfosi del calcio europeo, con McTominay che ha espresso forti perplessità sull’attuale metro arbitrale. «Il calcio sta diventando morbido, alcune decisioni sono troppo tenere», ha dichiarato, riferendosi alla facilità con cui oggi vengono sanzionati i contatti fisici. Per uno cresciuto nel culto del contrasto onesto e vigoroso, la “sensibilità eccessiva” dei direttori di gara moderni rappresenta un limite allo spettacolo. Una riflessione che arriva alla vigilia di una gara ad alta intensità come quella di Bergamo, che sarà diretta dall’arbitro Chiffi (con Aureliano al VAR), e dove la fisicità dello scozzese, se recuperato, potrebbe risultare il fattore determinante.



