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Milan-Como, Allegri ritrova Saelemaekers ma perde Rabiot: le scelte per la rincorsa scudetto

Rosoneri obbligati a vincere per non perdere il treno Inter. Dubbi a centrocampo e in attacco: Pulisic verso la panchina, Leao sotto osservazione per la sfida di San Siro.

Redazione
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A poco più di trenta giorni dall’ultimo incrocio, lo stadio San Siro torna a essere il teatro del confronto tra Milan e Como, un recupero che assume i contorni di uno spartiacque stagionale. Per la compagine rossonera, l’imperativo è accorciare il divario dall’Inter, attualmente distante otto lunghezze, per mantenere viva una fiammella scudetto che rischia di spegnersi prematuramente. Di contro, i lariani di Fabregas sbarcano a Milano con l’obiettivo di resettare il pesante stop subito contro la Fiorentina e rilanciare le proprie ambizioni europee. In questo scenario di alta classifica, Massimiliano Allegri si trova a gestire un’infermeria che si svuota parzialmente, ma che impone riflessioni profonde sulle gerarchie interne.

Il ritorno di Saelemaekers e il ballottaggio sulla fascia

La notizia più confortante per il sodalizio milanista è il pieno recupero di Alexis Saelemaekers. Il jolly belga ha finalmente smaltito il fastidio agli adduttori che lo ha tenuto lontano dal rettangolo verde nelle ultime delicate trasferte di Bologna e Pisa. Sebbene il suo rientro offra ad Allegri una risorsa tattica fondamentale per equilibrio e duttilità, la sua titolarità non è affatto scontata. La crescita esponenziale di Athekame ha infatti rimescolato le carte: lo svizzero, reduce dall’assist al bacio per Loftus-Cheek in Toscana, ha dimostrato di aver interiorizzato i dettami del tecnico livornese, candidandosi prepotentemente per una conferma dal primo minuto nel 3-5-2 rossonero.

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L’impasse tattica si sposta però nel cuore del campo, dove l’assenza per squalifica di Adrien Rabiot apre una voragine nel reparto mediano. Con Luka Modric investito del ruolo di architetto inamovibile della manovra, Allegri sta vagliando due opzioni distinte per bilanciare la squadra. La prima prevede l’inserimento di Samuele Ricci al fianco di Fofana, una soluzione che garantirebbe maggior filtro davanti alla difesa; la seconda, più audace, vedrebbe l’arretramento di Ruben Loftus-Cheek sulla linea dei centrocampisti. L’inglese, forte di due reti consecutive, attraversa un momento di forma smagliante e appare difficile da sacrificare, rappresentando l’arma impropria per scardinare la resistenza del Como.

Attacco in bilico: il fattore Leao e l’incognita Pulisic

Il reparto avanzato resta l’enigma più complesso da sciogliere nelle ore che precedono il fischio d’inizio. Le parole del tecnico in conferenza stampa hanno gettato ombre sulla presenza di Christian Pulisic: «È da valutare, trascina ancora questo mezzo fastidio», ha ammesso Allegri, lasciando intendere che lo statunitense sia destinato a partire dalla panchina per evitare ricadute. In questo contesto di incertezza, i riflettori sono puntati su Rafael Leao. Nonostante il portoghese sia stato dichiarato “in buona condizione”, i suoi cronici acciacchi impongono cautela: la rifinitura pomeridiana sarà il banco di prova definitivo per capire se potrà affiancare Christopher Nkunku dal primo minuto.

Qualora l’assetto tattico dovesse prevedere lo slittamento di Loftus-Cheek a centrocampo, non è da escludere l’impiego di Fullkrug come riferimento centrale, mossa che garantirebbe al Milan una presenza fisica imponente all’interno dell’area avversaria. La retroguardia, guidata dall’esperienza di Tomori e dalla solidità di Gabbia, dovrà alzare i giri del motore per arginare la voglia di riscatto dei lariani. In un match dove il margine d’errore è ridotto al minimo, la gestione dei cambi e la tenuta nervosa dei singoli saranno le chiavi di volta per una vittoria che il Milan non può e non deve fallire.

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