Il Milan si riprende il primo posto, almeno per una notte, superando la Lazio per 1-0 in un Meazza incandescente. A regalare la vetta provvisoria alla squadra di Massimiliano Allegri è una giocata di Rafa Leao in avvio di ripresa, il colpo che indirizza un match combattuto e segnato da un finale di fuoco. La Lazio, in crescita dopo il successo sul Lecce, gioca un primo tempo di grande personalità, ma si arrende alla precisione del portoghese e alla serata di grazia di Mike Maignan, ancora una volta decisivo nelle partite più pesanti.
Lazio brillante, Maignan monumentale nel primo tempo
La gara si accende subito. Passano appena due minuti e la Lazio costruisce la prima palla gol: da calcio di punizione Gila anticipa tutti e schiaccia di testa verso la porta, ma Maignan si supera con un riflesso da campione. È un avviso che accompagnerà l’intero primo tempo: la squadra di Sarri entra in campo con ritmo e idee, il Milan invece fatica a trovare soluzioni pulite in costruzione.
Sulla sinistra, Zaccagni è il più ispirato. Al 12’ confeziona un uno-due perfetto con Basic, costringendo Bartesaghi a rifugiarsi in angolo. Poco dopo disorienta Tomori con una finta di corpo e calcia da posizione favorevole, trovando ancora una volta l’opposizione determinante di Maignan, che tiene in piedi i rossoneri nelle fasi più complicate.
Il Milan prova a reagire sfruttando le accelerazioni di Leao, una scucchiaiata di Fofana e l’energia di Saelemaekers, ma il pallone non viaggia con fluidità. La prima vera occasione rossonera è una conclusione al volo di Tomori su spizzata di Nkunku: palla fuori di poco ma segnale di una squadra che, pur soffrendo, rimane viva.
Il primo tempo si chiude sullo 0-0, con un bilancio chiaro: Lazio più brillante, Milan più solido del previsto, con Maignan protagonista assoluto.
La fiammata di Leao cambia tutto
La ripresa riparte senza cambi ma con un piglio diverso. Al 47’ Leao scalda il piede dalla distanza, tiro murato, ma l’aria è cambiata. Cinque minuti più tardi arriva l’episodio che spezza il match.
Il Milan costruisce un’azione armonica, pulita, che si allarga e si richiude con tempismo perfetto. Il pallone finisce a Tomori sulla destra: il difensore alza la testa e pennella un cross invitante. Leao legge il movimento in anticipo, attacca il primo palo con un taglio da centravanti, e insacca con un tocco naturale e chirurgico. È l’1-0, ed è il momento che indirizza la serata.
San Siro esplode, il Milan si scrolla le incertezze e prova a sfruttare l’inerzia. Rabiot, alto in pressione, calcia verso Provedel ma senza trovare potenza; mille piccoli segnali che però dicono una cosa: la squadra ha ritrovato fiducia.
Cambi, equilibrio e un finale di pura tensione
Sarri prova a cambiare volto alla Lazio inserendo Dele-Bashiru e Castellanos per aumentare ricerca della profondità e fisicità in area. Allegri risponde con Loftus-Cheek al posto di Fofana per rinforzare il centro, poi con Ricci per dare ordine nella fase calda del match.
La Lazio si alza, il Milan si chiude. Basic ci prova da fuori, Maignan para; Castellanos conclude debole; Pavlovic, in fase rossonera, sorprende Provedel che rischia l’autogol ma riesce a recuperare all’ultimo secondo. È una partita che vive di fiammate, duelli e nervi tesi.
Il momento più controverso arriva nel recupero: su un tiro di Romagnoli, la palla sbatte sul braccio largo di Pavlovic. Il VAR richiama Collu, la Lazio protesta furiosamente, Allegri interviene mentre l’arbitro si prepara a rivedere l’azione. Troppo: il tecnico viene espulso tra scintille a bordocampo.
Dopo una lunga on field review, Collu decide: prima del tocco di braccio c’è fallo, niente rigore. San Siro tira un sospiro di sollievo, la Lazio resta a mani vuote e gli ultimi secondi scorrono senza altri sussulti.
Il Milan vola in alto, la Lazio resta in scia
Con questa vittoria, il Milan sale a 25 punti, aggancia momentaneamente il primo posto e conferma la solidità che l’ha accompagnato dall’inizio del campionato: da dopo la sconfitta alla prima giornata, una sola caduta e una lunga sequenza di risultati utili.
La Lazio resta a 11 punti, chiude il match con la sensazione di aver sprecato il primo tempo migliore e di aver mancato il colpo nel finale, ma con segnali incoraggianti in vista della corsa europea.
La serata di San Siro, però, ha un’immagine regina: Rafa Leao, che sbuca al primo palo e spinge il Milan più in alto di tutti. Un gesto semplice, perfetto, che pesa quanto tre punti e una vetta provvisoria.



