Il Milan rompe gli indugi e, seguendo l’esempio recente della Juventus, decide di intraprendere la via della diplomazia istituzionale per manifestare il proprio dissenso. Come riportato dall’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, una chiamata partita dai piani alti di via Aldo Rossi ha raggiunto i vertici dell’AIA per segnalare che “il vaso è colmo”. Nonostante il sospiro di sollievo per lo scampato pericolo riguardante l’osso di Pavlovic — che ha evitato la frattura per miracolo — la dirigenza rossonera non ha digerito la direzione di gara di Mariani nel recupero contro il Como, ritenendo certi errori del tutto inaccettabili in una fase così delicata della stagione.
Il dossier dei torti: dal rosso mancato all’ira di Allegri
Al centro della protesta milanista ci sono due episodi specifici maturati nella notte di San Siro che avranno ripercussioni immediate sulla sfida contro il Parma. In primis, l’intervento di Van der Brempt su Pavlovic: un’entrata giudicata pericolosa e da espulsione diretta che né l’arbitro né la sala VAR hanno sanzionato con la dovuta severità. In seconda istanza, il comportamento di Cesc Fabregas: la trattenuta ai danni di Saelemaekers — per la quale lo spagnolo si è poi scusato — ha innescato la reazione furibonda di Massimiliano Allegri, costata al tecnico livornese il cartellino rosso e la successiva squalifica. Il sodalizio rossonero ha messo in fila questi strafalcioni, chiedendo conto di una gestione disciplinare apparsa asimmetrica.
Sette rigori contro e una lista che parte da lontano
La rimostranza del Milan non si limita però agli ultimi novanta minuti. Il club ha presentato un vero e proprio dossier che ripercorre le ombre di questa stagione:
- Il gol annullato a Pulisic contro il Sassuolo.
- Il rigore negato a Nkunku nella sfida con il Bologna.
- Il contatto Nzola-Gabbia in occasione del vantaggio del Pisa a San Siro.
- Il dato statistico sui rigori contro: ben sette in totale, dato che pone i rossoneri appena dietro il Napoli (8) in questa speciale e negativa classifica.
Richiesta di equilibrio per il finale di stagione
Nessuna rottura traumatica con l’Associazione Italiana Arbitri, sia chiaro, ma una richiesta ferma di maggiore attenzione. In un campionato dove gli errori pesanti hanno condizionato anche sfide di cartello come Inter-Juve, il Milan teme che ulteriori sviste possano compromettere la corsa scudetto, attualmente distante sette punti. La truppa di Allegri si troverà domenica a fronteggiare il Parma senza il suo difensore centrale titolare e senza il proprio condottiero in panchina, una doppia assenza che — secondo via Aldo Rossi — è la diretta conseguenza di una direzione di gara non all’altezza delle ambizioni del campionato.

