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Milan, prova di forza a Bologna: Allegri vede lo scudetto e mette pressione all’Inter

Senza Leao e Pulisic, i rossoneri dominano al Dall'Ara con Loftus-Cheek versione bomber e un centrocampo stellare: la vetta è a 5 punti.

Redazione
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Il Milan di Massimiliano Allegri consolida la propria candidatura al titolo espugnando il Dall’Ara di Bologna con una prestazione di forza che riduce virtualmente le distanze dalla capolista Inter, attesa ora dallo scontro diretto dell’8 marzo. Nonostante le assenze pesanti nel reparto offensivo, i rossoneri hanno imposto il proprio ritmo alla gara, confermando una solidità difensiva che è ormai il marchio di fabbrica della gestione tecnica attuale: con una sola sconfitta stagionale rimediata al debutto, il club di via Aldo Rossi sale a quota 50 punti in classifica, frutto di un rullino di marcia fatto di 14 successi e 8 pareggi.

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Un muro invalicabile: il segreto del blocco centrale

La vittoria in terra emiliana ha ribadito la tesi secondo cui l’architettura tattica di Allegri sia attualmente la più difficile da scardinare nell’intero panorama della Serie A. Il tecnico livornese ha costruito una struttura mediana e difensiva capace di annichilire le velleità di Vincenzo Italiano, i cui attaccanti sono apparsi costantemente isolati e privi di rifornimenti puliti.

Il cuore pulsante di questo Milan risiede in quello che gli analisti definiscono il “blocco dei sei”: una linea di protezione composta dai tre centrali difensivi e dai tre interpreti di centrocampo. A Bologna, l’impermeabilità garantita da Gabbia, Pavlovic e dall’innesto di De Winter (schierato al posto di Tomori) ha trovato il naturale completamento nel filtro operato da Fofana, Modric e Rabiot. Questo mix di fisicità e intelligenza tattica ha trasformato la trequarti rossonera in una zona interdetta, dove il Bologna ha finito per smarrire idee e pericolosità dopo un timido avvio basato sulla riaggressione.

L’esperimento vincente: vincere senza centravanti di ruolo

L’emergenza in attacco, che ha costretto Allegri a rinunciare simultaneamente a Pulisic, Leao e Fullkrug, non ha scalfito la produzione offensiva della squadra. La scelta di avanzare Loftus-Cheek nel ruolo di riferimento centrale ha pagato dividendi immediati, con l’inglese autore della rete che ha sbloccato l’incontro. Accanto a lui, la posizione tatticamente fluida di Nkunku ha mandato in tilt i meccanismi difensivi rossoblù, incapaci di leggere gli inserimenti e i cambi di passo del francese.

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Oltre all’efficacia sotto porta, la serata ha messo in luce una gestione del talento che smentisce l’etichetta di allenatore puramente “risultatista”. Massimiliano Allegri, pur mantenendo un rigore quasi maniacale sulla precisione dei passaggi e sulla gestione dei tempi di gioco, ha lasciato libero sfogo alla qualità individuale. Le cronache della partita riportano giocate d’alta scuola: dai colpi di tacco di Rabiot alle veroniche di Nkunku, fino alle geometrie d’autore di Luka Modric, elementi che hanno fiaccato la resistenza psicologica del Bologna molto prima del triplice fischio.

Prospettiva tricolore e il fattore Inter

Con questa vittoria, il Milan lancia un segnale inequivocabile ai cugini nerazzurri. Sebbene la squadra di Chivu mantenga un margine di 5 lunghezze, il calendario e gli impegni europei potrebbero rimescolare le carte. L’Inter sarà chiamata a gestire le energie nel doppio confronto di Champions League, mentre il Milan sembra aver trovato la quadra definitiva per non perdere più terreno.

Il precedente storico citato spesso dagli addetti ai lavori, quello del Perugia “dei miracoli” del 1978-79 che chiuse imbattuto ma secondo, appare oggi un lontano ricordo statistico. In era moderna, chi vanta una sola sconfitta a questo punto del campionato ha quasi sempre cucito lo scudetto sulla maglia. La solidità mostrata a Bologna suggerisce che i rossoneri abbiano acquisito la consapevolezza necessaria per tentare il sorpasso, puntando tutto sul decisivo scontro diretto di marzo.

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