In un’andata dei playoff di Champions League che ha onorato la tradizione delle grandi notti europee, il Paris Saint-Germain di Luis Enrique compie un’impresa di nervi e talento, espugnando lo Stade Louis-II per 3-2. Sotto di due reti dopo soli diciotto minuti a causa di uno smarrimento difensivo collettivo, i campioni di Francia hanno trovato la forza di reagire grazie all’ingresso dirompente di Désiré Doué, autentico factotum della serata, capace di ribaltare l’inerzia di un match che sembrava avviato verso il trionfo monegasco. Il Monaco, dopo un avvio folgorante firmato dalla doppietta di Balogun, ha pagato a caro prezzo l’ingenuità del suo leader tecnico, Aleksandr Golovin, la cui espulsione in apertura di ripresa ha consegnato le chiavi del centrocampo ai parigini, ipotecando in parte il discorso qualificazione in vista del ritorno al Parco dei Principi il prossimo 25 febbraio.
Il blackout parigino e l’uragano Balogun
L’avvio di gara ha rasentato l’irreale per la compagine ospite. Dopo appena 56 secondi, una “dormita” colossale della retroguardia di Luis Enrique ha permesso a Golovin di pescare Folarin Balogun tutto solo nell’area piccola: un colpo di testa elementare per l’1-0 che ha gelato i sostenitori parigini. Il trauma non si è esaurito e al 18′ l’attaccante statunitense ha concesso il bis, approfittando di un’altra amnesia del duo Marquinhos-Pacho per battere Safonov e siglare il raddoppio.
La reazione del PSG è stata inizialmente farraginosa, complicata dall’errore dal dischetto di Vitinha, il cui rigore è stato ipnotizzato da un reattivo Kohn. Tuttavia, la svolta tattica è arrivata per necessità: l’infortunio di Dembélé al 27′ ha costretto Luis Enrique a inserire Doué. Il giovane talento ha impiegato meno di centoventi secondi per accorciare le distanze con una conclusione chirurgica, prima che Hakimi, lesto a ribadire in rete una respinta corta di Kohn al 41′, ristabilisse l’equilibrio prima del riposo.
L’episodio chiave: il rosso a Golovin e il sigillo di Doué
Se il primo tempo è stato un elogio all’estetica del gol, la ripresa è stata segnata dalla decisione del direttore di gara Gil Manzano. Al 48′, dopo un richiamo al monitor della sala VAR, l’arbitro spagnolo ha estratto il cartellino rosso nei confronti di Golovin per un intervento sconsiderato ai danni di Vitinha. L’espulsione non solo ha lasciato i ragazzi di Pocognoli in inferiorità numerica, ma ha privato il Monaco della sua fonte primaria di gioco (il russo salterà per squalifica anche la gara di ritorno e un eventuale ottavo di finale).
Con l’uomo in più, il PSG ha gestito l’impasse dei padroni di casa con possesso palla e pazienza, trovando il sorpasso definitivo al 67′. Al termine di una manovra avvolgente che ha coinvolto Kvaratskhelia e Zaire-Emery, è stato ancora Doué a incunearsi tra le maglie della difesa monegasca per piazzare il diagonale rasoterra del 3-2. «Dobbiamo essere più lucidi nella gestione dei momenti di difficoltà, non possiamo permetterci blackout come quelli del primo tempo», ha commentato a caldo l’entourage parigino, conscio che, nonostante la vittoria, il vantaggio resta minimo a fronte di una difesa ancora da registrare.
Il tabellino


