La qualificazione mondiale già in tasca e uno sguardo sempre rivolto verso l’Italia, tra nostalgia e analisi critica. Vincenzo Montella, attuale commissario tecnico della Turchia, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport per fare il punto sulla sua carriera internazionale e sul momento turbolento vissuto dalla Roma, club a cui resta legato da una storia indelebile sia in campo che in panchina. Il tecnico campano ha affrontato i temi caldi del calcio moderno, dalla frattura tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri fino alle riforme strutturali necessarie per ridare fiato a una Serie A ormai distante dai fasti di un tempo. Sull'incendio mediatico e tecnico divampato a Trigoria, Montella ha preferito mantenere una postura di rispettosa prudenza, pur non nascondendo il proprio dispiacere per le recenti dinamiche interne. “Esprimere giudizi dall'esterno mi sembra indelicato, soprattutto per il profondo legame che mi unisce a questa società”, ha esordito l'allenatore, aggiungendo poi una riflessione sulla stima che nutre verso i due protagonisti del dissidio. “Nutro grande considerazione per entrambi e non mi è chiaro cosa possa aver innescato una fine così inaspettata. Credo sia un vero peccato per tutti, specialmente perché i sostenitori giallorossi avevano investito una fiducia immensa in questa nuova fase”, ha dichiarato ai microfoni della Rosea. Il discorso si è poi spostato sulla crisi d'identità della Nazionale italiana e sul confronto con il modello turco, dove il concetto di fare sistema sembra aver trovato terreno più fertile. Secondo Montella, il problema dell'Italia non è qualitativo, ma psicologico e organizzativo. “Non ritengo che la selezione italiana sia carente come viene spesso dipinta; è competitiva, anche se non ai vertici assoluti. Credo però che i calciatori abbiano risentito del complesso del Mondiale, quasi una paura atavica di fallire l'obiettivo”, ha analizzato il CT. Per ripartire, la ricetta proposta è un ritorno ai fondamentali: “Bisognerebbe rimettere al centro la tecnica per i giovani, senza soffocarli di tattica. In Turchia, su mia richiesta, il campionato è stato fermato per permetterci di lavorare meglio; in Italia, nonostante l’impegno di figure come Gravina e Gattuso, una simile sinergia non è stata possibile”. Infine, Montella ha individuato nella carenza di infrastrutture moderne il vero tallone d'Achille della Serie A rispetto a leghe come la Premier League. “Se guardiamo a trent'anni fa, il livello è certamente calato, ma il torneo resta affascinante. Il vero problema è che i capitali dei diritti televisivi sono volati altrove. Il distacco maggiore, però, lo avverto negli stadi: avere impianti all'avanguardia e pieni cambia radicalmente la percezione del prodotto per chi deve investire”, ha concluso il tecnico. Ora la sua testa è rivolta esclusivamente alla spedizione mondiale, una sfida che inizierà tra i 42 gradi dell'Arizona per poi spostarsi nel freddo canadese, un’altalena climatica che metterà a dura prova la tenuta dei suoi uomini.

Montella: "Roma, peccato la rottura Gasperini-Ranieri"
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