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Mourinho, show e rosso a Lisbona: difende Vinícius ma viene espulso, niente Real Madrid

Lo Special One consola il brasiliano per gli insulti razzisti, poi ne chiede l'espulsione e finisce lui sotto la doccia. Salterà il ritorno al Bernabéu.

Redazione
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La notte di Champions League all’Estádio da Luz ha consegnato agli archivi un nuovo capitolo dell’infinita epopea di José Mourinho. Lo “Special One”, in una sfida carica di elettricità contro il suo passato, è stato il baricentro emotivo di un match che lo ha visto oscillare tra l’empatia profonda e l’agonismo più esasperato. Un paradosso vivente che si è consumato nel giro di pochi minuti: prima protettore di Vinícius Júnior di fronte all’orrore del razzismo, poi suo accusatore in campo, fino all’inevitabile epilogo del cartellino rosso. L’espulsione comminata dall’arbitro Letexier non è solo una sanzione disciplinare, ma una sentenza pesante per il sodalizio portoghese: mercoledì prossimo, nel tempio del Santiago Bernabéu, Mourinho non potrà sedere in panchina contro il “suo” Real Madrid.

Il gesto del “Fratello” e la difesa di Vinícius

Il momento più toccante della serata è giunto subito dopo la rete decisiva siglata dal brasiliano. Mentre Vinícius denunciava con veemenza di aver ricevuto insulti razzisti da parte di Prestianni, Mourinho ha abbandonato ogni logica di parte per schierarsi a difesa dei valori umani. Lo Special One ha abbracciato l’attaccante dei Blancos, che in preda alla frustrazione non intendeva riprendere il gioco, chiamandolo ripetutamente «Hermano». Un gesto di fratellanza che ha squarciato il clima di tensione del Da Luz, sottolineando come, di fronte a certe derive, l’appartenenza ai colori sociali debba necessariamente soccombere alla deontologia dell’uomo di sport.

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Tuttavia, la tregua emotiva è durata quanto un battito di ciglia. Una volta ristabilita la calma, il tecnico portoghese è tornato a vestire i panni del condottiero spietato. Quando lo stesso Vinícius si è reso protagonista di un fallo di gioco, Mourinho ha invocato a gran voce la seconda ammonizione per il brasiliano, cercando di sfruttare il vantaggio numerico per rimettere in piedi una partita che stava scivolando via.

Il blackout finale e il ritorno da spettatore

L’impasse tra la panchina del Benfica e la direzione di gara è degenerata all’85’. Le proteste reiterate e veementi di Mourinho hanno indotto François Letexier, su segnalazione dei suoi collaboratori, a estrarre il doppio giallo in rapida successione. Lo Special One è stato così allontanato dal rettangolo verde, seguendo i minuti finali della disfatta lusitana dalla tribuna, in un’immagine di isolamento che prefigura il suo prossimo futuro.

La squalifica che scatterà per il match di ritorno rappresenta un danno incalcolabile per il Benfica. Il ritorno al Bernabéu avrebbe dovuto essere la celebrazione del legame tra Mourinho e la piazza madrilena; invece, il tecnico sarà costretto a osservare i suoi ragazzi dalla tribuna, privando la squadra del suo carisma proprio nel momento in cui sarebbe servita un’impresa titanica per ribaltare l’1-0 dell’andata. Una notte di contraddizioni che conferma, ancora una volta, come l’universo di Mourinho non conosca mezze misure, tra gesti di rara umanità e una furia agonistica che non ammette compromessi.

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