Il tabù della Coppa Italia e la sfida generazionale con l’allievo prediletto: Antonio Conte si prepara a ridisegnare il Napoli per i quarti di finale contro il Como, in programma martedì sera alle ore 21:00 allo stadio Maradona. Tra la necessità di gestire le energie dopo la battaglia di Genova e l’ossessione per un trofeo che manca dalla bacheca del tecnico leccese (vinto solo da calciatore nel 1995), la sfida contro i lariani di Cesc Fabregas diventa un crocevia fondamentale. In un clima ancora elettrico dopo le scintille della gara di campionato a novembre, Conte dovrà fare i conti con un’infermeria che condiziona pesantemente le rotte del suo 3-4-2-1, cercando di bilanciare il turnover in vista dello scontro diretto Champions contro la Roma.
L’ossessione tricolore e il fantasma di novembre
Nonostante una carriera costellata da cinque titoli nazionali e undici trofei tra Italia e Inghilterra, la Coppa Italia resta l’unica vera lacuna nel palmarès di Antonio Conte. Il Napoli, che non alza la coccarda dal 2020, insegue una semifinale che darebbe un senso diverso a una stagione vissuta sulle montagne russe. La vigilia è però animata dal ricordo delle tensioni vissute due mesi fa, quando il tecnico azzurro non risparmiò critiche allo stile di gioco di Fabregas.
«Sta simulando, l’avete preparata così?», aveva tuonato Conte all’indirizzo della panchina avversaria durante lo 0-0 di novembre, accusando i giocatori del Como di eccessivo ostruzionismo. Un nervosismo che riflette la complessità di affrontare una squadra che l’allenatore ha definito «fresca e riposata» ai microfoni di Italia 1, complice il rinvio del match dei comaschi contro il Milan.
Emergenza McTominay e i volti nuovi di gennaio
La gestione del gruppo è il tema centrale a Castel Volturno. Gli esami strumentali hanno escluso lesioni per Scott McTominay, uscito anzitempo contro il Genoa, ma il centrocampista scozzese resta un caso da monitorare. Il calciatore convive con una tendinopatia ai muscoli posteriori della coscia che suggerisce un turno di riposo forzato per evitare ricadute in vista del weekend. Con il centrocampo ridotto all’osso, Conte è stato categorico: Elmas e Lobotka saranno costretti agli straordinari, definiti dal tecnico come gli unici titolari superstiti nel reparto mediano.
In difesa si rivedrà Juan Jesus, che sfrutterà la squalifica in campionato per guidare il reparto, mentre tra i pali è pronto il ritorno di Milinkovic-Savic. La vera curiosità del popolo azzurro è però legata ai nuovi innesti del mercato invernale. Dietro alla punta centrale Hojlund, Conte sta seriamente valutando una trazione anteriore brasiliana: è possibile una staffetta, o addirittura l’impiego simultaneo, tra Giovane e Alisson Santos, per dare respiro ai titolari e testare l’impatto dei nuovi acquisti in una gara secca.
Il ritorno di Politano e i dubbi in difesa
Uno spiraglio di luce arriva dalle corsie esterne, dove si registra il recupero di Matteo Politano. L’esterno ha smaltito la lesione muscolare e dovrebbe accomodarsi inizialmente in panchina, pronto a subentrare a gara in corso. In difesa, invece, crescono le quotazioni di Beukema: l’olandese scalpita per una maglia da titolare a discapito di un Buongiorno apparso appannato nelle ultime uscite. La sfida contro il Como rappresenta l’ultima chiamata per le seconde linee di dimostrare di poter sostenere il ritmo di una stagione dove l’obbligo minimo resta la qualificazione alla prossima Champions League.

