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Napoli, il cuore oltre l’ostacolo: Conte blinda la zona Champions e lancia il talento di Alisson

Il tecnico azzurro analizza il pari con la Roma tra rimonte d'autore e l'impatto dei nuovi acquisti a costo zero, ignorando l'emergenza infortuni in vista del finale di stagione.

Redazione
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Il Napoli strappa un pareggio di nervi e resilienza contro la Roma, un risultato che se da un lato sancisce l’addio definitivo alle velleità tricolori, dall’altro consolida la posizione azzurra nella corsa Champions, sfruttando il passo falso della Juventus a San Siro. In un match caratterizzato da una continua alternanza di inerzia, la compagine di Antonio Conte ha dimostrato una solidità caratteriale non scontata, riuscendo a rimontare per due volte i giallorossi in quella che il tecnico ha definito una sfida dai ritmi “inglesi”. Il progetto tecnico, pur navigando tra le secche di un’infermeria sempre affollata, trova linfa vitale nei nuovi innesti di gennaio, arrivati a parametro zero ma già capaci di spostare gli equilibri tattici di una squadra che si rifiuta di abdicare alle proprie ambizioni internazionali.

La resilienza del sodalizio azzurro e il tributo della piazza

Al termine della contesa, l’analisi di Antonio Conte ai microfoni di Dazn ha ricalcato la narrazione di una stagione vissuta costantemente in trincea, esaltando il legame simbiotico tra la squadra e la tifoseria. «Sento il dovere di ringraziare i tifosi della Curva perché il riconoscimento del lavoro che stiamo svolgendo in questa stagione non è affatto scontato», ha esordito il tecnico salentino, sottolineando come il gruppo stia onorando la maglia e combattendo strenuamente per il prestigio della città. Nonostante l’amarezza per un punteggio che, a suo dire, premia meno di quanto seminato sul rettangolo verde, Conte ha ribadito la propria soddisfazione per la tenuta dei suoi ragazzi: «Riuscire a rimontare la Roma per due volte non era un’impresa banale; ai punti, credo fermamente che il merito della vittoria sarebbe spettato a noi». La proiezione futura resta il mantra dello spogliatoio, con l’obiettivo dichiarato di capitalizzare le restanti tredici partite per definire il perimetro della prossima avventura europea, superando quegli ostacoli strutturali che hanno condizionato il cammino fin dall’inizio dell’anno.

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L’impatto dei “millennials” e l’incognita infermeria

In un contesto di mercato forzatamente conservativo, le figure di Alisson Santos e Giovane emergono come intuizioni provvidenziali della dirigenza. In particolare, il primo ha mostrato una personalità debordante, diventando immediatamente un fattore nelle dinamiche offensive. «Si tratta di due giovani che il club ha acquisito a gennaio seguendo una politica di costo zero, data l’impossibilità di operare diversamente sul mercato», ha spiegato Conte, evidenziando come Alisson possieda una superiore capacità nell’uno contro uno e nel saltare l’uomo. Il tecnico ha poi lodato l’approccio etico dei nuovi arrivati, rimarcando come abbiano accettato la sfida con umiltà e senza alcuna spocchia, nonostante il radicale cambio di vita. Sul fronte opposto della medaglia, resta viva la preoccupazione per le condizioni di Rrahmani, uscito malconcio dal campo. Tuttavia, lo spirito di Conte rimane pragmatico, quasi stoico: «Non conosco ancora l’entità del suo infortunio, ma ormai ragionare in termini di assenze è diventato superfluo. Qualora non dovesse farcela per la prossima gara, troveremo una soluzione alternativa come abbiamo sempre fatto, senza indulgere in sterili lamentele».

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