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Il vuoto di potere azzurro: Gattuso verso l’addio e le grandi manovre per la panchina

Dopo il disastro mondiale, Ringhio riflette sull’addio: la FIGC valuta il clamoroso ritorno dello jesino e l'ipotesi Conte dal Napoli.

Redazione
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Nella mattinata di oggi, il panorama calcistico italiano si risveglia immerso in una paralisi decisionale che travalica il semplice dato sportivo. La ferita inferta dalla terza mancata qualificazione mondiale consecutiva non accenna a rimarginarsi, imponendo una riflessione immediata sulla guida tecnica della Nazionale. Il futuro di Rino Gattuso appare ormai segnato da una volontà di disimpegno coerente con la sua storia professionale: nonostante il presidente federale Gabriele Gravina abbia formalmente rinnovato la fiducia al tecnico calabrese all’indomani del crac contro la Bosnia, “Ringhio” non ha ancora sciolto le riserve. La sensazione diffusa negli ambienti della FIGC è che l’allenatore sia pronto a compiere un passo indietro spontaneo, rinunciando a qualsiasi pretesa contrattuale pur di favorire un azzeramento tecnico non più differibile.

Il ritorno dei “Grandi Ex”: la suggestione Mancini e il fattore Conte

Il tramonto dell’era Gattuso apre ufficialmente il casting per la successione, con due profili di caratura internazionale che dominano l’agenda federale. In cima alla lista dei desideri di via Allegri si staglia il clamoroso ritorno di Roberto Mancini. Il “tradimento” legato alla fuga in Arabia Saudita sembra essere stato assorbito dai vertici istituzionali grazie a ripetuti segnali di distensione e atti di pentimento mediatici. «Il tecnico jesino, attualmente legato all’Al-Sadd con un accordo a breve termine, starebbe attendendo la congiuntura ideale per riabbracciare il progetto azzurro», rivelano fonti vicine alla Federazione, qualora non dovessero pervenire offerte irrinunciabili da club di prima fascia.

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Parallelamente, si fa strada l’ipotesi di un ritorno alle origini per Antonio Conte. Il tecnico salentino, attualmente impegnato in una gestione complessa sulla panchina del Napoli — culminata nelle recenti tensioni legate al caso Lukaku — potrebbe essere sedotto dall’idea di un impegno meno logorante rispetto alla quotidianità del club. La prospettiva di un ruolo da commissario tecnico permetterebbe a Conte di conciliare le ambizioni professionali con le necessità personali, sebbene lo scoglio principale resti l’ingaggio: le cifre percepite negli ultimi anni dal sodalizio campano rappresentano un parametro difficilmente sostenibile per le casse della FIGC, a meno di un sacrificio economico da parte dell’allenatore.

Linea verde e campioni del mondo: le alternative di sistema

Qualora i grandi nomi dovessero sfumare, la Federazione starebbe valutando soluzioni interne o simboliche per ricostruire l’identità perduta. Gode di estrema stima Silvio Baldini, artefice di un percorso virtuoso alla guida dell’Under 21. Tuttavia, promuovere il tecnico toscano significherebbe interrompere a metà il ciclo verso l’Europeo 2027 in Albania e Serbia, un rischio che molti vorrebbero evitare per non compromettere l’unica filiera che sta producendo risultati tangibili.

Sullo sfondo resta viva la suggestione legata alla generazione d’oro del 2006, con Fabio Cannavaro perennemente nel radar dei papabili. L’ex capitano azzurro, tuttavia, rappresenta oggi il paradosso più amaro del nostro movimento: mentre l’Italia osserverà il Mondiale da spettatrice, Cannavaro sarà regolarmente presente nella rassegna iridata alla guida dell’Uzbekistan. Un dato che certifica il collasso del sistema italiano, superato in programmazione anche da federazioni storicamente marginali, e che obbliga i vertici a una scelta che non sia solo di facciata, ma di sostanza tattica e morale.

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