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La promessa di Palladino: «Al ritorno sarà una bolgia, la rimonta è possibile»

Il tecnico dell'Atalanta dopo il 2-0: "Secondo tempo migliore, ora serve la rimonta. Tensioni con Kovac? Troppe proteste dalla loro panchina".

Redazione
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Il verdetto del Signal Iduna Park consegna all’Atalanta un passivo di due reti, ma non intacca la determinazione di Raffaele Palladino. Al termine del summit europeo contro il Borussia Dortmund, il tecnico nerazzurro ha analizzato con estrema lucidità una serata caratterizzata da un avvio shock e da una ripresa che, sebbene infruttuosa nel punteggio, ha restituito fiducia al sodalizio bergamasco. «È un peccato essere partiti già sotto di un gol dopo pochi minuti», ha esordito l’allenatore ai microfoni di Sky Sport, sottolineando come l’impasse tecnica del primo tempo sia stata figlia di scelte tattiche errate: «Ci andavamo a chiudere sistematicamente su un lato, assecondando esattamente il piano gara dei tedeschi».

Analisi tattica e il duello con Kovac

La metamorfosi della Dea nella seconda frazione di gioco resta il punto di partenza per il match di ritorno. Palladino ha rivendicato con orgoglio il cambio di marcia dei suoi uomini: «Nel secondo tempo abbiamo gestito meglio la sfera e trovato più soluzioni negli ultimi trenta metri. Ho avuto la netta sensazione di poter far male, ma ci è mancata la qualità nell’ultimo passaggio per riaprire i giochi». La scelta coraggiosa di difendere uomo contro uomo dinanzi alla fisicità debordante degli attaccanti di Kovac è stata difesa dal tecnico, che si è detto impressionato dalla completezza dei centrocampisti gialloneri: «Hanno tutto, queste sfide sono necessarie per misurare la nostra reale caratura internazionale».

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Il finale di gara è stato però segnato da un momento di tensione con l’omologo Niko Kovac, culminato in un saluto gelido che non è sfuggito alle telecamere. Palladino ha chiarito l’episodio con fermezza: «A me non piace protestare; loro lo facevano sistematicamente per ogni minimo contatto. Ho solo espresso il pensiero che dovremmo lasciare gli arbitri più tranquilli nel prendere le proprie decisioni», ha dichiarato il tecnico, rimarcando una distanza deontologica rispetto alla panchina teutonica.

La chiamata alle armi per il ritorno

Nonostante il cinismo del Dortmund — capace di massimizzare le poche occasioni create — Palladino rifiuta categoricamente l’idea di una resa anticipata. Il focus è già proiettato sulla sfida del Gewiss Stadium: «Sappiamo di aver affrontato una compagine solida, seconda in Bundesliga, ma ci crediamo fermamente. Abbiamo il secondo tempo da giocare in casa nostra e possiamo segnare due gol».

L’allenatore punta tutto sul fattore ambientale e sulla crescita dei propri giovani in queste notti d’élite: «Sarà una bolgia, le partite sono affascinanti proprio per le rimonte. Se passeremo sarà un sogno, altrimenti usciremo sapendo di aver sudato la maglia fino all’ultimo secondo». Un messaggio di sfida lanciato a una compagine tedesca che, tra una settimana, troverà ad attenderla un’Atalanta pronta a trasformare l’intensità in concretezza.

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