Il pomeriggio domenicale della venticinquesima giornata di Serie A accende i riflettori sullo Stadio Giovanni Zini, teatro di un confronto che profuma di sopravvivenza. Cremonese e Genoa si ritrovano l’una di fronte all’altra in una situazione di classifica speculare e preoccupante: entrambe appaiate a quota 23 punti, le due compagini sentono il fiato sul collo della zona retrocessione, rendendo questo incrocio un autentico spartiacque stagionale. Se i grigiorossi di Davide Nicola — grande ex della sfida — sono a caccia di una vittoria che manca ormai dal 7 dicembre, il Grifone guidato da Daniele De Rossi arriva in Lombardia con il rammarico per la beffa subita contro il Napoli, ma con la consapevolezza di aver ritrovato un’identità tattica solida e battagliera.
L’impasse della Cremonese e le rotazioni di Nicola
La parabola della Cremonese nelle ultime settimane ha subito una flessione verticale, costringendo la dirigenza a riconsiderare gli obiettivi minimi. L’assenza di successi negli ultimi due mesi ha eroso il vantaggio sulla zona calda, trasformando la sfida dello Zini in un obbligo morale. Davide Nicola deve fare i conti con un’infermeria che non accenna a svuotarsi: oltre ai lungodegenti Collocolo e Moumbagna, restano da monitorare le condizioni di Bondo. Sul piano tattico, il tecnico grigiorosso sembra orientato verso un 3-5-2 di sostanza, con il ballottaggio in difesa tra Terracciano e Ceccherini, mentre a metà campo Payero scalpita per riprendersi una maglia da titolare a discapito di Grassi. In avanti, il dubbio principale riguarda il partner di Jamie Vardy: Bonazzoli resta favorito, ma la fisicità di Djuric rappresenta una tentazione costante per scardinare la retroguardia ligure.
La risposta del Grifone: continuità e l’enigma Baldanzi
Sull’altra sponda, il Genoa vive un momento di fiducia nonostante il risultato amaro dell’ultimo turno. La prestazione offerta contro il Napoli ha confermato che il sodalizio rossoblù ha recepito i dettami di De Rossi, capace di dare equilibrio a un gruppo che ora naviga in acque meno agitate rispetto all’avvio di torneo. Il tecnico di Ostia è intenzionato a confermare in blocco l’undici titolare, affidandosi alla potenza di Vitinha e al senso del gol di Colombo. La notizia più attesa dall’ambiente genoano riguarda però Tommaso Baldanzi: il fantasista ex Roma, frenato finora da un fastidioso infortunio muscolare, dovrebbe finalmente figurare nell’elenco dei convocati. Difficilmente lo si vedrà in campo dal primo minuto, ma il suo inserimento a gara in corso potrebbe rappresentare la chiave per scardinare il match. Dalla panchina, De Rossi potrà contare anche sulla qualità di Messias e sulla velocità di Ekuban, armi fondamentali per un finale di gara che si preannuncia incandescente.
Proiezioni tattiche e trasparenza delle fonti
L’analisi dei precedenti evidenzia come all’andata la Cremonese sia riuscita a espugnare il Ferraris con un 2-1 di rapina, un dato che il Genoa cercherà di vendicare puntando sulla solidità della propria diga mediana composta da Frendrup e Malinovskyi. Secondo le rilevazioni fornite dai principali analisti, la partita si deciderà sui duelli individuali lungo le corsie esterne, dove Norton-Cuffy e Martin saranno chiamati a un duello di resistenza contro Barbieri e Pezzella. La posta in palio è altissima: uscire indenni dallo Zini significherebbe mantenere le distanze dal baratro, mentre una sconfitta aprirebbe ufficialmente lo stato di crisi per chi dovesse soccombere sotto i colpi dell’avversario.


