Venerdì al Ramòn Sànchez-Pizjuàn si affronteranno Siviglia e Valencia, due squadre storiche che stanno attraversando più di qualche momento difficile in questi anni. Il Siviglia, dopo stagioni deludenti, quest'anno sembrerebbe essere partito con il piede giusto. Conquistando Sette punti nelle prime quattro partite. Nell'ultima, pareggiata 1-1 contro l'Espanyol, è successo tutto nel finale: al minuto 85 il Siviglia passa in vantaggio ma all'ultimo minuto, al minuto 98 la squadra di catalana è riuscita a trovare il pari. La cosa che dà ancora più valore ai sette punti confezionati sino ad ora viene dal mercato. Il calciomercato della squadra andalusa è fortemente condizionato dal "Lìmite Salarial". Avendo accumulato pesanti debiti e avendo perso i ricchi premi dell'Europa (non qualificandosi alle coppe), la Liga ha ridotto il budget del club a soli 22,14 milioni di euro. Il Siviglia così, è il club con il limite salariale più basso considerando tutte le squadre della serie maggiore. Situazione simile la stanno vivendo quelli che saranno gli avversari dell'anticipo della quinta giornata, il Valencia. Los Murciélagos ("i pipistrelli") arrivano a questo incontro nel modo peggiore possibile. Sconfitta nella scorsa partita per 0-5 contro il Barcellona di Flick, ultimi in campionato con un punto, conquistato nel pareggio casalingo a reti inviolate contro il Celta Vigo. Ad aggiungersi c'è il problema di un mercato inesistente a causa del suo azionista di maggioranza Peter Lim. Lo slogan "Lim Go Home" è diventato un simbolo della tifoseria. Durante quasi ogni partita casalinga al Mestalla, al minuto 19 (in riferimento all'anno di fondazione del club, il 1919) dagli spalti i tifosi sollevano cartelloni gialli, per chiedere la cessione della società.

Rodri-Valencia: "Sono molto scarsi", il Siviglia è avvisato
Due club storici del calcio spagnolo, protagonisti di grandi successi nazionali ed europei, si affrontano in un momento lontano dai fasti del passato: una sfida che mette di fronte due società alla ricerca di una nuova identità.
Siviglia, quando una specialista d'Europa ha smesso di vincere
Il Siviglia, seconda squadra più antica di Spagna, preceduta solo dal Recreativo de Huelva, fu fondata il 25 gennaio 1890. Il club nacque durante una riunione in un caffè organizzata da un gruppo di giovani sivigliani e residenti britannici, per coincidere con la festa scozzese del "Burns Supper". La ricorrenza commemora la nascita di Robert Burns (nato il 25 gennaio 1759), il poeta nazionale e simbolo culturale più amato della Scozia. "Los Rojiblancos" sono emersi progressivamente come potenza spagnola. Dopo i decenni dedicati ai tornei regionali, il Siviglia si impone a livello nazionale a ridosso della Guerra Civile spagnola, vincendo nella stagione 1945-46 il primo e unico titolo di campione di Spagna, superando giganti come Barcellona e Real Madrid. Fra gli anni sessanta e novanta il Siviglia subì un battuta d'arresto a causa dell'inizio dei lavori per l'ambizioso stadio Ramon Sànchez-Pizjuàn, inaugurato nel 1958. L'unico vero sussulto fu il tesserare Diego Armando Maradona nel 1992-93. Il periodo migliore iniziò con la vittoria contro il Middlesbrough per 4-0 in finale di coppa UEFA, per poi imporsi con un record di 7 Coppe UEFA/Europa League. Ora, il Siviglia attraversa una fase di profonda transizione societaria ed economica. L'addio di figure storiche come Monchi e i forti contrasti in presidenza hanno portato a stagioni complesse in Liga.
Valencia, il fantasma della squadra che fu
Il Valencia ormai non è più la squadra capace di arrivare a giocarsi due finali di Champions League consecutive: la pesante sconfitta contro il Real Madrid per 3-0 nel 2000 a Parigi e nel 2001 la sconfitta a San Siro contro il Bayern Monaco arrivata ai rigori. La consacrazione arrivò subito dopo con Rafa Benìtez, aprì un ciclo d'oro capace di interrompere il dominio di Barcellona e Real Madrid, vincendo due campionati, uno nel 2002 e nel 2004 il Valencia firmò uno storico "Doblete", vincendo la Liga con 77 punti, 5 in più del Barcellona e la Coppa UEFA, vinta il 19 maggio a Göteborg, contro il Marsiglia. Poi, il crollo. Debiti, il progetto incompiuto del nuovo stadio e l'arrivo della gestione Lim dal 2014 hanno trasformato una potenza europea in un club allo sbando, segnato da continue lotte per non retrocedere. Ora la squadra è presa anche in giro dai calciatori avversari, questo è, il caso Rodri.
Rodri si presenta così al Mestalla
Il centrocampista ex City, vincitore del Pallone d'Oro e fresco vincitore del Mondiale, sostituito nel secondo tempo sul punteggio di 0-3 una volta raggiunta la panchina, seduto accanto al compagno di squadra e nazionale Pau Cubarsi si è lasciato andare a un commento che ha fatto rapidamente il giro del web. Convinto di essere al riparo dai microfoni e di scambiare una battuta privata, il mediano si è lasciato andare ad un commento impietoso sulla prestazione del Valencia. Le telecamere spagnole hanno pizzicato la scena e il labiale ha permesso di ricostruire le parole di Rodri senza possibilità di fraintendimento. "Sono davvero scarsi...sono pessimi, fratello. Sono terribili. Ma come si sono classificati la scorsa stagione? Nel secondo tempo non hanno neanche superato la metà campo". Il video è diventato virale facendo scattare subito l'indignazione dei tifosi del Valencia, che hanno considerato le sue parole come una mancanza di rispetto ingiustificata verso una piazza storica già in grave difficoltà sportiva. Il contrasto è particolarmente stridente proprio per l'immagine pubblica di Rodri. Costruita negli anni su uno stile sobrio e assenza di profili social.
Prima il danno, poi le scuse
Dopo che la vicenda è diventata un caso mediatico nazionale, il mediano ha scelto la via del contatto diretto invece di affidarsi a un comunicato stampa sui canali ufficiali del club. Rodri ha contattato telefonicamente il capitano e simbolo del Valencia: José Gayà. Durante la telefonata il centrocampista ha voluto chiarire la buona fede, spiegando che le parole catturate dalle telecamere non erano nate da un sentimento di disprezzo o spocchia verso la storia del club o i suoi giocatori. Chiedendo al difensore di fare da tramite per riportare le sue scuse personali a tutta la squadra. In zona mista, subito dopo la vittoria per 5-1 contro il Feyenoord in Champions League, Rodri ha affrontato direttamente la questione prima di qualsiasi domanda sul match appena giocato. Il comportamento di Rodri è stato apprezzato dallo spogliatoio del Valencia per tempestività e maturità. Lo stesso terzino del Valencia, intercettato dai cronisti al termine dell'allenamento nei giorni successivi ha confermato di aver ricevuto la telefonata, sottolineando come il gesto dimostrasse la volontà di riparare prontamente all'errore.










