8 anni fa la Roma di Eusebio Di Francesco compiva una delle più grandi rimonte nella storia della Champions League battendo il Barcellona 3 a 0 dopo aver perso per 4 a 1 il match di andata. Una qualificazione insperata, quasi impossibile, contro una delle squadre più forti di sempre. Quel 10 aprile la Roma riuscì a compiere un qualcosa di incredibile, raggiungendo una semifinale impronosticabile a inizio torneo. Il cammino giallorosso però si concluse proprio nel turno successivo contro il Liverpool in un doppio round che non fu privo di polemiche arbitrali. Il cammino in Champions della stagione 2017- 2018 resta comunque un ricordo indelebile nella mente dei tifosi romanisti e oggi, a distanza di 8 anni, andiamo a riviverlo passo dopo passo. Il primo posto in un girone complicato La Roma di Eusebio Di Francesco inizia la sua avventura in Champions nella stagione 2017-2018 in un girone tutt’altro che semplice: il girone C. Oltre ai giallorossi, considerati outsider del gruppo, ci sono le due favorite al passaggio del turno Chelsea e Atletico Madrid. A completare il quartetto gli Azerbaigiani del Qarabag, considerati fanalino di coda delle quattro. La Roma inizia subito in casa la competizione ed affronta l’Atletico Madrid del Cholo Simeone. Il match finisce 0 a 0 con Alisson Becker protagonista della gara con parate decisive che fissano il risultato finale in parità. Nella seconda gara c’è la trasferta a Baku contro il Qarabag, match che lascia poche speranze ai padroni di casa, sconfitti 2 a 1 con gol di Manolas e Dzeko. La terza e la quarta giornata sono le gare decisive del girone per quanto riguarda la qualificazione della Roma. L’avversario in entrambe le gare è il Chelsea di Eden Hazard, con il primo round a Stamford Bridge ed il ritorno a Roma. La partita in quel di Londra è uno spettacolo: 3-3 il risultato finale con la doppietta spettacolare di Edin Dzeko che rimonta da 2-0 a 3-2, nel finale però i blues pareggiano la gara. All’Olimpico non c’è storia invece, 3-0 secco senza spazio ad interpretazioni. Prima la doppietta di El Shaarawy nel primo tempo con due gran gol e la rete di Perotti nella ripresa regalano alla Roma una vittoria che in pochi si aspettavano. Nelle ultime due partite del girone i giallorossi incassano la prima sconfitta, al Wanda Metropolitano contro l’Atletico per 2-0, ed una vittoria di vitale importanza sempre contro il Qarabag con gol di Perotti in casa nell’ultima gara della fase a gironi. Roma che chiude al primo posto a pari punteggio con il Chelsea a quota 11 punti ma con una migliore differenza reti. Gli ottavi sofferti contro lo Shakhtar Donetsk Agli ottavi di finale, la Roma si trova di fronte lo Shakhtar Donetsk in una doppia sfida tutt’altro che semplice, soprattutto per via della trasferta insidiosa in Ucraina. All’andata, infatti, i giallorossi partirono bene e passarono in vantaggio con Cengiz Ünder, bravo a finalizzare un’azione rapida, ma nella ripresa subirono il ritorno dello Shakhtar, che ribaltò il risultato vincendo 2-1 e lasciando alla Roma l’obbligo di rimontare davanti al proprio pubblico. Nonostante il ko, la Roma fu protagonista di alcuni momenti di grande attenzione difensiva: su tutti, il salvataggio disperato di Bruno Peres, che sulla linea respinse un tiro praticamente già destinato in rete, mantenendo viva la speranza e dimostrando il carattere della squadra in trasferta. Al ritorno, in un Olimpico carico ma teso, la squadra di Eusebio Di Francesco gioca una partita attenta, fatta di equilibrio e pazienza, cercando il momento giusto per colpire senza concedere spazi agli avversari. Il gol decisivo arriva nel secondo tempo con Edin Džeko, che sfrutta al meglio un filtrante e batté il portiere con freddezza, facendo esplodere lo stadio. Da lì in poi fu una gestione nervosa ma ordinata, con la Roma capace di difendere il prezioso 1-0 fino al fischio finale: il 2-2 complessivo premia i giallorossi grazie alla regola dei gol in trasferta, aprendo la strada a un cammino europeo che, di lì a poco, sarebbe diventato leggendario. Contro il Barcellona succede l’impensabile Al Camp Nou, la Roma gioca con coraggio ma si trova subito in difficoltà contro i blaugrana. I padroni di casa dominano il possesso palla e creano molte occasioni, sfruttando i tre fuoriclasse Messi, Suárez e Iniesta. Nonostante questo, i giallorossi riescono a segnare un gol importante con Edin Džeko, che riapre leggermente la qualificazione. Alla fine però il Barça vince 4-1, lasciando alla Roma un compito quasi impossibile per il ritorno, ma con la consapevolezza che tutto può ancora succedere grazie al gol segnato in trasferta. Al ritorno, in un Olimpico sold out, l’atmosfera è elettrica: la Roma deve segnare almeno tre gol senza subirne. La squadra entra in campo determinata e subito si fa vedere in avanti. Dopo pochi minuti, Džeko segna il primo gol con un trio beffardo che fa esplodere lo stadio. La squadra mantiene alta la pressione, controlla bene il centrocampo e difende con attenzione ogni ripartenza del Barça. Nel secondo tempo, Daniele De Rossi trasforma un rigore con freddezza, portando la Roma a due gol e avvicinando l’impresa. Quando manca poco alla fine, Kostas Manolas segna di testa su calcio d’angolo, completando la rimonta. La Roma vince 3-0 e, grazie al 4-4 complessivo e alla regola dei gol in trasferta, elimina il Barça, firmando una delle rimonte più incredibili della storia della Champions League e scrivendo una pagina di calcio destinata a rimanere nella memoria collettiva. L'impresa che resta Otto anni dopo quella notte, la rimonta della Roma contro il Barcellona resta un ricordo indelebile per i tifosi giallorossi e per tutti gli appassionati di calcio. Non si tratta solo dei gol o del risultato, ma di una dimostrazione di cuore, coraggio e unità di squadra che ha segnato la storia europea del club. Ancora oggi, ogni volta che si parla di grandi rimonte in Champions League, quella notte dell’Olimpico viene citata come esempio di come la determinazione e la passione possano rendere possibile l’impossibile.

Roma-Barcellona: 8 anni dalla storica rimonta
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