La Roma torna a sorridere e lo fa nel momento più importante. Dopo due sconfitte consecutive all’Olimpico, la squadra di Gian Piero Gasperini supera il Parma per 2-1 e si riprende il primato in classifica, rispondendo al successo del Napoli a Lecce. Decidono i gol nella ripresa di Mario Hermoso e Artem Dovbyk, con l’inutile rete nel finale di Circati a rendere solo meno amaro il passivo per gli emiliani.
Una partita intensa e più complicata del previsto per i giallorossi, che hanno dovuto soffrire e reagire a un avversario ben organizzato e coraggioso. Alla fine, però, è arrivata una vittoria di carattere e maturità, segno di una squadra che sa stringere i denti anche nei momenti difficili.
Primo tempo bloccato e un infortunio pesante
L’incontro si apre con un colpo di scena: Ferguson è costretto a uscire dopo appena sei minuti per un problema alla caviglia, sostituito da Bailey. Gasperini ridisegna così il suo attacco, con Dybala falso nove, ma la manovra fatica a decollare.
Il Parma di Cuesta, aggressivo e compatto, chiude tutti gli spazi e riparte con pericolosità. Due volte è bravo Svilar, prima su Ordonez, poi su Bernabé, a evitare la beffa.
La Roma cresce col passare dei minuti e sfiora più volte il vantaggio: Bailey spreca una grande occasione davanti a Suzuki, poi Soulé trova il gol annullato per fuorigioco di Celik. Nel finale di tempo è Dybala, su cross di Mancini, a costringere il portiere gialloblù a una grande parata in tuffo. Zero gol, ma la sensazione che i padroni di casa abbiano preso il controllo del match.
Hermoso e Dovbyk decidono la partita
Nella ripresa, Gasperini cambia ancora: dentro El Aynaoui, avanzato Cristante sulla trequarti per dare più densità e inserimenti centrali. La Roma alza il ritmo, costringe il Parma ad abbassarsi e alla fine trova il meritato vantaggio.

Al 63’, su corner di Dybala, arriva la zuccata vincente di Hermoso: lo spagnolo, rilanciato dal tecnico dopo un inizio complicato, svetta su tutti e sblocca la partita. Da quel momento i giallorossi giocano con più scioltezza e fiducia, mentre il Parma cala d’intensità.
Il raddoppio arriva con Dovbyk, entrato al posto di Soulé, che sfrutta una mischia in area e sigla il 2-0 al 78’. L’ucraino ritrova così il gol dopo settimane difficili, cancellando i dubbi sul suo ambientamento.
Il brivido finale e l’abbraccio dell’Olimpico
Nel finale, complice un leggero rilassamento e la spinta d’orgoglio del Parma, i giallorossi concedono qualcosa. Circati trova la rete del 2-1 su deviazione sotto porta, riaprendo i giochi. Gasperini corre ai ripari inserendo Ghilardi e Rensch per blindare il risultato, e dopo cinque minuti di sofferenza la Roma può esultare.
Il triplice fischio di Crezzini è una liberazione per i tifosi: l’Olimpico, che non festeggiava da settimane, ritrova il sorriso e la consapevolezza di avere tra le mani una squadra viva.
Gasperini ritrova i suoi leader
Nel successo ci sono due firme simboliche: quella di Hermoso, che si conferma arma tattica anche sui calci piazzati, e quella di Dovbyk, tornato decisivo dopo un periodo in ombra. Ma soprattutto c’è la mano di Gasperini, bravo a leggere la partita e a correggere in corsa.

Con il sesto successo di misura stagionale, la Roma dimostra di saper vincere anche soffrendo, una qualità che spesso distingue le squadre da scudetto. Il primato è confermato, la fiducia ritrovata. E all’Olimpico, dopo tante notti amare, torna a sventolare alto il giallorosso della capolista.


