La Roma si gioca l’Europa che conta giovedì sera all’Olimpico, in uno scontro diretto che vale molto più dei tre punti. Contro lo Stoccarda, i giallorossi affrontano la settima giornata della fase campionato di Europa League con una posta chiarissima: entrare nella top 8 ed evitare i playoff. Le due squadre arrivano appaiate a quota 12 punti, separate soltanto dalla differenza reti e momentaneamente ai margini della zona che garantisce l’accesso diretto agli ottavi. Un crocevia europeo all’Olimpico Il contesto rende la partita ancora più delicata. Lo Stadio Olimpico, storicamente alleato della Roma in Europa, in questa stagione si è rivelato sorprendentemente fragile: le sconfitte contro Lille e Viktoria Plzen hanno interrotto una lunga striscia positiva casalinga, trasformando il fattore campo in un’incognita. Ed è proprio su questo che la squadra di Sebastian Hoeness proverà a costruire le proprie certezze, forte di un’organizzazione capace di colpire anche in contesti ostili. Classifica corta e scenari complessi Con due partite ancora da giocare, la Roma sa che vincere contro lo Stoccarda e superare il Panathinaikos nell’ultima giornata potrebbe portare il bottino a 18 punti su 24, quota che in teoria dovrebbe bastare per gli ottavi diretti. Ma il calendario racconta una realtà più insidiosa. Le squadre attualmente nelle prime otto posizioni non si affronteranno tra loro negli ultimi turni, aprendo la possibilità — remota ma reale — che anche il percorso netto non sia sufficiente. È il paradosso di una Europa League livellata verso l’alto, dove la densità di risultati rende ogni calcolo fragile. Nottingham Forest, Fenerbahçe e Viktoria Plzen sono ancora pienamente in corsa, e molte avversarie avranno motivazioni fino all’ultimo minuto, che si tratti di entrare nelle prime 24, garantirsi il ritorno in casa nei playoff o difendere un posto tra le prime otto. Il valore nascosto della top 8 Per la Roma il premio non è solo sportivo. Evitare i playoff significherebbe due settimane di riposo, gestione più razionale delle energie e un tabellone potenzialmente meno traumatico rispetto a quello affrontato nella scorsa stagione, conclusa con l’eliminazione contro l’Athletic Club. Un vantaggio che può incidere anche sul campionato e sulla tenuta fisica della rosa. Le scelte di Gasperini e le insidie tedesche Gian Piero Gasperini prepara la gara con una Roma rimaneggiata ma ambiziosa. Il 3-4-2-1 resta l’ossatura di riferimento, con Svilar tra i pali, Mancini, Ndicka e Ghilardi in difesa, e una linea di centrocampo chiamata a reggere l’urto fisico dei tedeschi. Davanti, la qualità di Paulo Dybala e Matías Soulé dovrà compensare le numerose assenze, mentre resta da valutare fino all’ultimo la condizione di Ferguson. Lo Stoccarda risponde con il suo 4-2-3-1, affidandosi alla solidità di Karazor e Stiller in mezzo e alla pericolosità offensiva di Undav e Führich, in una gara che promette intensità e ritmo alto fin dai primi minuti. Una partita che vale più di una classifica Molto dipenderà dalla Roma, ma non tutto. È il destino di questa Europa League: margini sottili, punteggi compressi e nessuna certezza aritmetica. I prossimi due giovedì diranno se i giallorossi avranno trasformato un’occasione in un vantaggio concreto o se saranno costretti a passare da un percorso più lungo e rischioso.

Roma-Stoccarda, notte da dentro o fuori: l’Europa passa dall’Olimpico
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