Nella mattinata di oggi, le eco dell'entusiasmo di San Siro e delle tensioni dell'Olimpico trovano un punto di sintesi nelle parole di Antonio Carlos Zago. L'indimenticato difensore del terzo scudetto, accolto dal calore della Curva Sud nel prepartita della sfida contro il Bologna, ha analizzato il momento critico del sodalizio giallorosso, tracciando una linea di continuità tra il passato glorioso e un futuro che deve necessariamente passare per la conferma di Gian Piero Gasperini. «È uno dei tecnici più importanti in Italia, se non il più importante. Mi ricorda Capello per serietà e carisma», ha dichiarato l'ex centrale brasiliano, blindando la posizione dell'allenatore orobico nonostante le recenti turbolenze europee. Diagnosi di una crisi: concentrazione e stanchezza L'analisi di Zago si è soffermata con precisione chirurgica sulla fragilità difensiva che ha caratterizzato le ultime uscite contro Como, Juventus e Bologna. Secondo il "Samurai", l'impasse arretrata non è figlia di carenze strutturali, bensì di un calo di tensione emotiva. «I troppi gol subiti sono dovuti a una mancanza di concentrazione e, forse, a un po' di stanchezza», ha spiegato il brasiliano, invocando "grinta e attenzione" per le otto finali che separano la Roma dal traguardo Champions. In questo contesto, Zago ha difeso a spada tratta Gianluca Mancini, pur riconoscendone il periodo opaco, e ha promosso a pieni voti il giovane Ghilardi, designandolo come futuro pilastro titolare della retroguardia giallorossa già dalla prossima stagione. Il fattore Wesley e la "fame" di Malen Una menzione speciale è stata riservata a Wesley, l'esterno che ha saputo vincere lo scetticismo iniziale a suon di prestazioni autorevoli sulla corsia mancina. «Sotto la guida di Gasperini può diventare uno dei più forti al mondo», è stata l'investitura di Zago, che vede nel connazionale un asset fondamentale per il futuro. Sul fronte offensivo, l'ex difensore ha esaltato la figura di Donyell Malen, preferendolo per caratteristiche a profili come Dovbyk e Ferguson: «È il giocatore che mancava, più veloce e abile. Va trattenuto a tutti i costi». Parole che suonano come una conferma della strategia di Massara, orientata a una rivoluzione che potrebbe portare ai saluti di Dybala e Pellegrini, definiti da Zago campioni condizionati però da troppe incertezze fisiche e contrattuali.

Roma, parla Zago: «Gasperini è il nuovo Capello, Malen non si tocca»
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