l deserto saudita è scosso da un terremoto che rischia di ridisegnare gli equilibri del calcio mondiale e di interrompere bruscamente l’avventura asiatica di Cristiano Ronaldo. Il fuoriclasse portoghese ha disertato gli allenamenti e il match contro l’Al Riyadh, lanciando un ultimatum ai vertici dell’Al Nassr e della Saudi Pro League: secondo le indiscrezioni raccolte da TalkSport, il cinque volte Pallone d’Oro sarebbe pronto a far valere la clausola rescissoria da 50 milioni di euro già in estate, con la Turchia che osserva interessata l’evolversi di una frattura che appare sempre più profonda.
Lo strappo di CR7: sospetti e veleni sul fondo PIF
Alla base della protesta di Ronaldo non ci sarebbero questioni fisiche, bensì una durissima presa di posizione politica e sportiva. Il portoghese contesta apertamente la gestione del Fondo PIF, il colosso sovrano che controlla i principali club del Paese, accusandolo di favorire sistematicamente l’Al Hilal di Simone Inzaghi. A far traboccare il vaso è stato il recente trasferimento di Karim Benzema proprio alla capolista, un’operazione che Ronaldo interpreta come l’ennesimo segnale di uno squilibrio competitivo pilotato dall’alto per consolidare il primato dei rivali.
Il capitano dell’Al Nassr ha espresso chiaramente il proprio malcontento ai vertici del club, paventando l’addio anticipato rispetto alla scadenza contrattuale fissata per il 2027. La tensione è altissima in vista del big match di venerdì sera contro l’Al Ittihad: la sua presenza in campo non è più soltanto una questione tecnica, ma un segnale diplomatico necessario per evitare la rottura definitiva.
La replica della Lega: «Regole uguali per tutti»
Non si è fatta attendere la risposta istituzionale ai malumori della stella di Funchal. Attraverso una nota ufficiale, la Saudi Pro League ha voluto smentire categoricamente l’esistenza di corsie preferenziali tra i club, rivendicando l’integrità del sistema. «Ogni società opera in modo indipendente secondo le stesse regole. Ai club spettano le decisioni su ingaggi, spese e strategie, all’interno di un quadro finanziario progettato per garantire sostenibilità ed equilibrio competitivo», si legge nel comunicato diffuso dalla Lega, che ribadisce come il protocollo finanziario venga applicato «equamente a tutto il campionato».
Sulla questione è intervenuto anche un portavoce della Saudi League, le cui parole sono state riportate dalla Bbc: «Cristiano Ronaldo come ogni giocatore d’élite, vuole vincere, ma nessun individuo, per quanto significativo, determina decisioni che vanno oltre il proprio club». Una presa di posizione netta che suona come un richiamo all’ordine per il calciatore più pagato al mondo, ricordandogli che l’istituzione viene prima del singolo, anche se quel singolo si chiama CR7.
Prospettive future: tra Mondiale e sirene turche
Nonostante il gelo, l’Al Nassr ostenta una cauta fiducia. La dirigenza del club di Riad è convinta che lo “sciopero” del portoghese sia destinato a rientrare a breve, spinto dalla necessità dell’atleta di mantenere la migliore condizione atletica in vista dei Mondiali 2026. Tuttavia, l’idillio sembra ormai incrinato. Se la situazione non dovesse ricomporsi entro la fine della stagione, la clausola da 50 milioni diventerebbe l’unico ostacolo tra Ronaldo e una nuova avventura europea, con il campionato turco pronto a farsi avanti per quello che sarebbe l’ultimo, clamoroso colpo di coda di una carriera infinita.