La Fiorentina di Paolo Vanoli accoglie ufficialmente Daniele Rugani, un innesto di spessore e carisma per blindare la retroguardia viola in vista della volata finale di stagione. Durante la presentazione ufficiale al Franchi, il difensore toscano ha ripercorso i momenti convulsi che lo hanno portato a lasciare la Juventus, sottolineando come la scelta di vestire la maglia gigliata sia figlia di una precisa volontà di rilancio professionale. A 31 anni, Rugani non si considera affatto un comprimario, ma un elemento capace di portare in dote quell’esperienza internazionale necessaria per compiere il definitivo salto di qualità.
Il percorso di recupero e l’esclusione strategica dall’Europa
Il calciatore sta attualmente ultimando il protocollo di riabilitazione per superare un problema al polpaccio che ne ha limitato l’impiego nell’ultima parte dell’avventura bianconera. La determinazione del centrale è emersa chiaramente dalle sue parole riguardo al lavoro atletico svolto al Viola Park: «Vengo da una serie di infortuni insidiosi, ma negli ultimi giorni ho intensificato i carichi con sedute doppie per ritrovare la condizione ottimale; il mio obiettivo è essere a disposizione già per la sfida contro il Pisa», ha dichiarato il difensore, fissando dunque il proprio debutto nel derby toscano.
Un passaggio fondamentale della sua integrazione riguarda la lista UEFA. Rugani è rimasto escluso dall’elenco per la Conference League, una decisione che il giocatore ha definito come frutto di un’intesa totale con la guida tecnica: «Si è trattato di una scelta condivisa con mister Vanoli; abbiamo convenuto che fosse prioritario sfruttare ogni sessione d’allenamento per mettere benzina nelle gambe e farmi trovare pronto per il campionato, dove ogni partita sarà una battaglia». Nonostante l’assenza dal palcoscenico europeo, il sodalizio viola potrà contare su un elemento fresco e focalizzato esclusivamente sull’obiettivo domestico.
Ritorni e alleanze: l’asse con Paratici, Fagioli e Kean
L’approdo a Firenze ha permesso a Rugani di riabbracciare figure chiave del suo passato, a partire dal direttore sportivo Fabio Paratici, la cui presenza è stata uno dei fattori determinanti per la fumata bianca della trattativa. Oltre ai quadri dirigenziali, il difensore ha ritrovato in spogliatoio ex compagni di spessore come Nicolò Fagioli e Moise Kean. Sul giovane centrocampista, Rugani ha espresso parole di profonda stima: «Ho ritrovato un Nicolò molto più maturo, sia nell’atteggiamento fuori dal campo che nell’interpretazione del gioco; si vede chiaramente il lavoro svolto con il mister, oggi è lui che muove i tempi della squadra e l’ho sentito telefonicamente prima di accettare l’offerta della Fiorentina».
Particolare enfasi è stata posta anche sul rendimento di Moise Kean, l’uomo chiamato a trascinare l’attacco viola in una fase di realizzazioni intermittenti. Rugani ha voluto blindare il compagno dalle critiche, evidenziandone l’impatto decisivo sull’economia del gioco: «Moise è un profilo troppo importante per questa compagine; è vero che ha attraversato momenti di digiuno, ma da quando sono arrivato ha già messo a segno due reti e spero che la mia presenza sia di buon auspicio per il suo futuro sotto porta». Con l’innesto di Rugani, la Fiorentina aggiunge un tassello di affidabilità a una compagine che punta dichiaratamente a stabilizzarsi nei piani alti della Serie A.

