La Juventus risponde presente. Non con una partita scintillante, ma con una vittoria pesante, adulta, di quelle che tengono il passo quando la pressione si alza. Al Mapei Stadium finisce 3-0 per i bianconeri, un risultato netto che permette alla squadra di Luciano Spalletti di restare agganciata al quarto posto insieme alla Roma, trasformando una trasferta scomoda in una serata di sostanza.
Il Sassuolo esce sconfitto per la terza volta consecutiva in casa e lo fa senza mai dare la sensazione di poter davvero cambiare il corso del match. Nonostante un impianto difensivo ordinato per larghi tratti, ai neroverdi è mancato tutto ciò che serve davanti: cattiveria, precisione, continuità. La Juventus, invece, ha aspettato, gestito e poi colpito nel momento in cui la partita lo ha permesso.
Un episodio apre la strada, la Juve ringrazia
La gara si indirizza nel primo tempo su un episodio che cambia inerzia e umore. Un cross dalla destra, una deviazione istintiva e il pallone che finisce alle spalle del portiere: l’autorete di Muharemovic spiana la strada ai bianconeri e costringe il Sassuolo a inseguire senza mai trovare realmente il modo di farlo.
La Juventus non accelera subito, non infierisce. Preferisce abbassare il ritmo, controllare il possesso, muovere la palla con ordine. Non è dominio, è gestione. Yildiz e Cambiaso provano a dare ampiezza, Thuram si inserisce, ma senza forzare una partita che resta in equilibrio più per demeriti offensivi dei padroni di casa che per reale sofferenza bianconera.
Nella ripresa la firma di David cambia tutto
Il secondo tempo racconta la maturità della squadra di Spalletti. Dopo qualche occasione sprecata, la Juventus decide che è il momento di chiudere i conti. E lo fa nel giro di poco più di un minuto, con l’uomo più atteso.
Jonathan David prima veste i panni del rifinitore, lanciando Miretti in profondità per il raddoppio, poi si prende la scena in prima persona approfittando di un errore in costruzione del Sassuolo. Controllo, freddezza, pallone in rete. Due colpi secchi, partita chiusa.
È la doppia fiammata che spegne definitivamente il Mapei, trasforma una gara potenzialmente complicata in una vittoria comoda e restituisce fiducia a un attaccante che veniva da settimane di discussioni.
Sassuolo mai davvero pericoloso
Il dato più eloquente non è il punteggio, ma la sensazione costante che il Sassuolo non sia mai riuscito a mettere la Juventus davvero sotto pressione. Qualche tentativo da fuori, qualche punizione, nulla che costringa i bianconeri a perdere controllo. Di Gregorio osserva, interviene quando serve, senza mai essere chiamato all’emergenza.
Per la squadra di Grosso resta la frustrazione di un risultato severo rispetto a quanto concesso dietro, ma anche la consapevolezza che, davanti, così non basta.
La Juve resta in scia, missione compiuta
La Juventus fa ciò che doveva fare: vincere senza complicarsi la vita. Dopo il pari precedente e con la Roma vittoriosa poche ore prima, non c’era spazio per esitazioni. Il 3-0 di Reggio Emilia non è spettacolo puro, ma è continuità, ed è esattamente ciò che serve in questa fase della stagione. La corsa Champions resta apertissima. E la Juve, almeno per una notte, dimostra di saper reggere la pressione.



