L’anticipo del venerdì al Mapei Stadium certifica una sentenza che aleggiava da tempo: il Sassuolo travolge 3-0 un Hellas Verona ormai alla deriva, ipotecando una salvezza tranquilla e condannando, nei fatti, i gialloblù alla retrocessione. La compagine di Fabio Grosso, trascinata da un Domenico Berardi in stato di grazia, capitalizza le amnesie difensive di una squadra, quella di Sammarco, apparsa psicologicamente fragile e tecnicamente limitata dalle troppe assenze. Con dodici punti raccolti nelle ultime cinque sfide, i neroverdi viaggiano a medie da vertice, mentre per gli scaligeri il distacco dalla zona salvezza appare ormai una voragine incolmabile dopo l’ennesimo blackout stagionale.
L’illusione scaligera e il cinismo neroverde
Il primo scorcio di gara aveva offerto un copione inatteso. Nonostante le nove defezioni tra infortunati e squalificati, il Verona aveva approcciato il match con coraggio, schiacciando i padroni di casa e sfiorando il vantaggio con Bowie e Sarr, fermati solo dal sacrificio difensivo di Ulisses Garcia. Tuttavia, l’equilibrio tattico si è spezzato al 40′, quando un errore marchiano di Bella-Kotchap ha innescato la ripartenza letale conclusa da Andrea Pinamonti. È stato l’inizio della fine: cinque minuti più tardi, un ingenuo fallo di Niasse ha concesso il penalty a Berardi. Nonostante l’iniziale parata di Montipò, il capitano neroverde è stato il più lesto a ribadire in rete, siglando il raddoppio che ha svuotato ogni residua velleità ospite.
Il tramonto gialloblù e l’egemonia di Berardi
Nella ripresa, il tentativo di reazione del sodalizio veneto è apparso fumoso e privo di mordente. Al 16′, su una situazione di corner a favore del Verona, il Sassuolo ha esibito una lezione di transizione offensiva: lancio millimetrico di Laurienté per la corsa di Berardi, che ha protetto palla con mestiere prima di battere per la terza volta un incolpevole Montipò. Il nervosismo finale, culminato nell’espulsione di Al-Musrati per un pestone ai danni di Fadera, ha rappresentato l’immagine plastica della resa definitiva. Dopo sette stagioni consecutive nel massimo campionato, l’Hellas si ritrova a dover gestire un’agonia sportiva in attesa della condanna aritmetica.
Le voci dal campo
Al termine del match, la soddisfazione nelle fila neroverdi è palpabile, pur mantenendo un profilo di rigorosa concentrazione. «Il mio impegno per il club resta totale e lavorerò ogni giorno per riportare il trofeo in questa bacheca», ha dichiarato il capitano Domenico Berardi ai microfoni della stampa, ribadendo la propria centralità nel progetto tecnico di Grosso. Di tutt’altro tenore il clima nello spogliatoio gialloblù, dove regna il silenzio di chi vede il traguardo della Serie A allontanarsi definitivamente sotto i colpi di una crisi che il mercato di gennaio e i cambi in panchina non sono riusciti a lenire.


