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Redazione
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Theo Hernández, Arabia oggi e Europa domani: la Juventus resta sullo sfondo

Il terzino dell’Al-Hilal convince in campo, ma il ritorno in Italia resta un’ipotesi concreta per l’estate

Calciomercato
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Theo Hernández non ha chiuso la porta all’Europa. L’ha solo accostata, prendendosi tempo. In Arabia Saudita il terzino francese sta vivendo una stagione produttiva, numeri alla mano, ma l’orizzonte resta aperto e lo sguardo continua a tornare verso il calcio che conta davvero. E verso l’Italia, soprattutto. Il suo presente è all’Al-Hilal, allenato da Simone Inzaghi, con un contratto lungo e ricchissimo che lo lega fino al 2028. Ma il futuro, quello vero, è materia ancora fluida. Nelle ultime settimane, a bassa voce ma con una certa insistenza, ha ripreso a circolare un’ipotesi che fino a poco tempo fa sembrava fantacalcio: Juventus.

Il richiamo dell’Italia e l’idea Juventus

Theo non ha mai nascosto il legame con Milano, città che considera casa calcistica. Tornare in Italia, però, non significherebbe necessariamente tornare indietro. Torino, sponda bianconera, viene vista come una destinazione credibile, sportivamente stimolante e logisticamente vicina a quell’ambiente che il francese non ha mai davvero lasciato alle spalle. Parliamo comunque di uno scenario estivo. Oggi Theo percepisce cifre fuori scala per il calcio europeo e qualsiasi rientro comporterebbe un ridimensionamento economico netto. Ma non è solo una questione di ingaggio: il tempo, in questo caso, è un alleato fondamentale.

Perché non subito: la variabile fiscale

Un ritorno immediato in Europa, pur teoricamente possibile, non è conveniente. La legislazione saudita prevede benefici fiscali enormi per i lavoratori stranieri che mantengono la residenza per almeno metà dell’anno solare. Uscire prima significherebbe rinunciare non solo a parte dello stipendio, ma anche perdere milioni sul piano fiscale, soprattutto considerando la pressione tributaria italiana. È un meccanismo già visto. Lo stesso principio ha influenzato le tempistiche legate al rientro in Europa di Stefano Pioli, che ha atteso la finestra giusta prima di definire il suo nuovo capitolo con la Fiorentina. Non una scelta sentimentale, ma matematica.

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Un addio mai digerito al Milan

Sul piano emotivo, la ferita con il Milan non si è mai rimarginata del tutto. Theo ha raccontato senza filtri un addio vissuto come forzato, improvviso, poco rispettoso. Un’uscita che lo ha segnato e che rende improbabile un ritorno in rossonero nel breve periodo, pur senza cancellare l’affetto per l’ambiente. In questo senso, la Juventus rappresenterebbe una nuova pagina, non una replica del passato. Un contesto diverso, una sfida tecnica e simbolica, lontana da nostalgie e resa dei conti.

I numeri parlano ancora chiaro

Nel frattempo Theo continua a fare ciò che gli riesce meglio: incidere. In Saudi Pro League ha già messo insieme gol e prestazioni da protagonista, confermando una tendenza che lo accompagna da anni. Anche nelle competizioni continentali asiatiche e nelle coppe nazionali il suo apporto è stato tutt’altro che marginale.

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Segnali chiari: il motore gira ancora forte. E quando un giocatore di questo livello manda messaggi così, l’Europa ascolta sempre. La Juventus osserva, prende nota, aspetta. Theo Hernández pure. Perché certe storie non finiscono quando sembrano chiuse: entrano solo in una fase di silenzio strategico.

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