Roberto D’Aversa autografa il debutto perfetto sulla panchina del Torino, schiantando la Lazio con un 2-0 perentorio che ridisegna le gerarchie salvezza e spinge i granata verso acque sicure. La nuova gestione tecnica si presenta con un assetto solido e cinico, centrando la fumata bianca grazie alla scommessa vinta della coppia d’attacco pesante: sono proprio le firme di Giovanni Simeone e Duvan Zapata a mandare al tappeto i biancocelesti di Maurizio Sarri, apparsi sterili e incapaci di verticalizzare contro il muro eretto dalla retroguardia piemontese.
Il match si sblocca al minuto 21, quando la “materia prima” offensiva del Toro esplode: su un rimpallo generato da Zapata, il Cholito Simeone brucia sul tempo Pellegrini e Provedel, siglando il vantaggio e interrompendo un digiuno personale che durava da gennaio. La reazione capitolina è inconsistente, infrangendosi sistematicamente sul posizionamento d’élite di Coco e sulle parate d’istinto di Paleari, decisivo nel finale per blindare il clean sheet. Nella ripresa, il raddoppio che chiude la pratica arriva all’ottavo minuto: cross millimetrico di Obrador e incornata imperiosa del capitano Zapata, che fissa il risultato e certifica il fallimento del possesso palla laziale.
L’esordio di D’Aversa garantisce al club di Urbano Cairo tre punti vitali, figli di una compattezza tattica che ha annullato le fonti di gioco avversarie come Cataldi e Zaccagni. Con questa vittoria, il Torino non solo interrompe un trend negativo contro la Lazio, ma lancia un segnale chiaro al campionato: la cura del nuovo tecnico ha rigenerato i leader e restituito solidità a un gruppo che sembrava smarrito. La Serie A ritrova un protagonista affamato, capace di gestire il vantaggio senza affanni e di capitalizzare ogni minima sbavatura dei difensori di Sarri.


