Torino-Roma, Abate prova a fermare la corsa giallorossa
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Torino-Roma, Abate prova a fermare la corsa giallorossa

Abate punta sulla continuità per frenare la Roma di Gasperini, tra duelli decisivi, incognite di formazione e una sfida tattica che può accendersi soprattutto sulle corsie e tra le linee.

Allo stadio Olimpico Grande Torino, i granata ospitano la Roma nella partita valida per la quarta giornata di Serie A. Da una parte il Torino di Ignazio Abate, intenzionato a dare continuità alla formazione che ha trovato il successo a Firenze; dall'altra parte la Roma di Gasperini, reduce da tre vittorie consecutive e ancora imbattuta in campionato con un ottimo pareggio nella prima sfida di Champions League. La sfida si annuncia interessante soprattutto dal punto di vista tattico con il Torino che ripropone il 3-5-1-1, mentre la Roma si presenta con il 3-4-2-1, due sistemi che possono trasformarsi profondamente durante la partita a seconda della fase di possesso e delle scelte degli allenatori.  Il momento delle due squadre racconta però due realtà differenti: i giallorossi hanno vinto tutte e tre le partite di campionato e arriva con una striscia di otto successi in Serie A, considerando anche le cinque vittorie della passata stagione. Il Torino, invece, ha incassato almeno un gol in tutte le ultime otto partite di campionato e nelle prime tre giornate ha raccolto due vittorie, due pareggi e quattro sconfitte considerando il parziale complessivo indicato. 

Torino, continuità e densità per frenare la Roma 

Abate sembra orientato a cambiare il meno possibile rispetto alla squadra che ha battuto la Fiorentina. Il 3-5-1-1 dovrebbe essere ancora il punto di partenza del Torino, con Perri tra i pali e il terzetto formato da Coco, Comuzzo e Comert davanti a lui. Proprio la presenza di Coco resta però legata alle sue condizioni fisiche: il difensore sta provando a recuperare da un problema e soltanto se offrirà sufficienti garanzie potrà partire dal primo minuto. 

Comert è invece in vantaggio su Rodriguez mentre a centrocampo Gineitis dovrebbe conservare il posto ai danni di Breganca, nonostante l'ottimo esordio del centrocampista a Firenze. Il reparto dovrebbe quindi poggiarsi sulla fisicità e sulla capacità di Mandragora, Gineitis e Fitz-Jin per proteggere la zona centrale, provando contemporaneamente a dare sbocchi alla manovra attraverso le corsie laterali. 

Sugli esterni, Fortini e Cacciamani avranno un compito particolarmente delicato: il loro contributo non sarà limitato alla spinta offensiva, infatti contro il 3-4-2-1 romanista dovranno infatti abbassarsi rapidamente per impedire alla Roma di creare superiorità nelle zone laterali e soprattutto, evitare che i due trequartisti possano ricevere comodamente tra le linee. 

Davanti invece il Torino deve fare i conti con l'assenza di Adams, fermato da un problema all'adduttore. Simeone, non al meglio, dovrebbe stringere i denti e partire dal primo minuto e alle sue spalle ci sarà Vlasic chiamato a collegare centrocampo e attacco e a trovare gli spazi alle spalle della linea difensiva romanista. 

Il Torino dovrà accettare alcuni momenti di sofferenza senza perdere compattezza, infatti la Roma di Gasperini tende a portare molti uomini in avanti e a cercare rapidamente il recupero del pallone dopo la perdita del possesso e per i granata sarà quindi fondamentale non allungarsi; la costruzione dovrà essere paziente quando possibile ma senza trasformarsi in un possesso sterile. Mandragora può rappresentare uno dei riferimenti più importanti per superare la prima pressione romanista, mentre Vlasic dovrà cercare di muoversi alle spalle dei centrocampisti avversari per offrire una linea di passaggio verticale. 

Non è casuale il dato che evidenzia le difficoltà offensive del Torino: nelle prime tre giornate i granata hanno tentato appena 25 conclusioni, più soltanto del Parma, fermo a 24. Contro la Roma che concede poco e che ha una differenza tra tiri fatti e subiti di +49, la qualità delle poche occasioni costruite potrebbe diventare decisiva. 

Roma, il 3-4-2-1 di Gasperini cerca un'altra accelerazione 

La Roma si presenta a Torino con il consueto 3-4-2-1 affidandosi a Svilar in porta e a Mancini, Ndicka e Hermoso nella linea difensiva; gli esterni con Wesley e Molina e a centrocampo con Cristante e Pisilli. 

Proprio il centrocampo rappresenta uno dei punti interrogativi alla vigilia, infatti Koné non è al meglio e potrebbe quindi lasciare spazio a Pisilli accanto a Cristante. Una soluzione che garantisce alla Roma caratteristiche differenti, soprattutto in termini di inserimento e gestione del pallone nella zona centrale.  A destra la novità Molina dal primo minuto con Gasperini pronto a modificare una catena che finora aveva visto protagonista Lulli e in Champions League, Rensch. 

Davanti la notizia più importate riguarda Paulo Dybala, destinato a partire dal primo minuto. Accanto al numero 21 argentino, il ballottaggio è con Mora che questa volta sembra favorito su Soulé e la punta centrale è senza dubbio Donyell Malen. 

Tra i convocati torna inoltre Lorenzo Pellegrini, assente per infortunio da aprile e la sua presenza aggiunge una soluzione ulteriore a una squadra che numericamente e tatticamente ha a disposizione tutti gli elementi importanti.  La chiave del sistema romanista sarà ancora una volta la capacità di creare superiorità attraverso i due giocatori alle spalle della punta e Dybala può abbassarsi per ricevere tra le linee, attirando fuori posizione uno dei centrocampisti o dei difensori del Torino, mentre Malen avrà il compito di attaccare la profondità e trasformare rapidamente il possesso in una situazione pericolosa. 

L'olandese conosce già il Torino: proprio contro i granata, in trasferta lo scorso gennaio, aveva esordito e trovato il suo primo gol nel campionato italiano.  Adesso può entrare in una statistica ancora più prestigiosa infatti, con una rete, potrebbe diventare il terzo giocatore nella storia della Roma capace di segnare più di cinque gol nelle prime quattro giornate di Serie A, dopo Pedro Manfredini nel 1960/61 e Francesco Totti nel 2001/02; anche Dybala ha un feeling particolare quando affronta il Torino infatti è il capocannoniere della sfida con ben 11 gol. 

Il duello tattico: il Torino può resistere tra le linee? 

La partita potrebbe decidersi soprattutto nella zona compresa tra il centrocampo e la difesa granata: È lì che la Roma cercherà di portare Dybala e Mora con l'obiettivo di costringere il Torino a scegliere se mantenere la linea difensiva compatta o uscire in pressione lasciando spazio alle spalle.  Il 3-5-1-1 di Abate può garantire densità centrale ma richiede una perfetta sincronizzazione tra i tre difensori e i centrocampisti. Se Vlasic sarà costretto ad abbassarsi troppo, Simeone rischierà di rimanere isolato; se invece il Torino proverà a mantenere una posizione più aggressiva, potrà concedere alla Roma lo spazio ideale per gli inserimenti. 

Sul fronte opposto, Gasperini dovrò prestare attenzione alla capacità del Torino di attaccare le fasce quando la Roma porta molti uomini in avanti. Gli esterni granata possono diventare una delle poche vie per risalire il campo rapidamente, soprattutto dopo il recupero palla.  Sarà una partita fatta di transizioni: il Torino dovrà sfruttare al massimo quelle poche situazioni nelle quali riuscirà a superare il primo pressing, mentre la Roma cercherà di trasformare ogni recupero alto in un'azione verticale. 

Tra i protagonisti più interessanti c'è Rolando Mandragora. Il centrocampista del Torino è in fiducia visto che è reduce dal gol contro la sua ex squadra, la Fiorentina arrivato a distanza di 5 anni e 137 giorni dalla precedente esperienza in maglia granata, segnata il 21 aprile 2021 contro il Bologna.  Altro indiziato speciale è senza dubbio Dybala che come si è detto è il capocannoniere assoluto della sfida. Dati che rendono ancora più interessante il confronto tra le due squadre. 

La Roma vuole continuare la corsa, il Torino cerca una risposta

Il momento della Roma rende particolarmente complicato l'impegno per il Torino, infatti i giallorossi hanno vinto le ultime otto partite di campionato e nella loro storia hanno fatto meglio soltanto in tre occasioni: undici successi consecutivi tra dicembre 2005 e febbraio 2006, undici tra maggio e ottobre 2013 e nove tra marzo e aprile 2014.  Anche l'inizio di questa stagione è entrato nella storia romanista: la squadra ha vinto tutte le prime tre gare con un bilancio di 10 gol segnati e uno subito e in caso di vittoria anche contro il Torino, potrebbe completare una partenza perfetta nelle prime quattro giornate per la quinta volta nella propria storia. L'annata 1960/61 rimane l'unica in cui la Roma riuscì a segnare più di dieci gol nelle prime quattro partite arrivando a quota 14. 

Il Torino deve interrompere una striscia difensiva negativa; i granata hanno subito almeno una rete nelle ultime otto gare di campionato e non incassavano gol per così tante partite consecutive da novembre 2020, quando arrivarono a undici.  Il confronto tra le due squadre è più di una semplice sfida tra moduli, sarà quindi una partita di distanze, pressione e occupazione degli spazi. Abate dovrà trovare il modo di proteggere la propria area senza rinunciare completamente alla possibilità di ripartire; Gasperini, invece, cercherà di imporre il ritmo attraverso pressione, ampiezza e continui movimenti alle spalle del centrocampo granata. 

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