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Roma, missione ritorno per Totti: i Friedkin preparano il ruolo “alla Maldini”

Ranieri conferma i contatti in corso: l'ex capitano chiede pieni poteri tecnici per il rientro in società

Emanuele De Scisciolo
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Il ritorno dell’icona assoluta nella Capitale non è più soltanto una suggestione da tifosi, ma una manovra concreta che sta prendendo corpo ai vertici della società. I Friedkin stanno valutando seriamente il reinserimento di Francesco Totti nell’organigramma della Roma, un’operazione caldeggiata e confermata pubblicamente da Claudio Ranieri durante le recenti ore di confronto a Trigoria. L’obiettivo della proprietà americana è quello di riportare il “Capitano” al centro del progetto sportivo già nei prossimi mesi, sfruttando l’attuale fase di ristrutturazione societaria per sanare lo strappo avvenuto nell’era Pallotta e dare un segnale di identità forte alla piazza in vista del centenario del club.

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Il “Modello Maldini” per il nuovo corso giallorosso

L’indiscrezione, che ha trovato conferme nelle parole dello stesso Ranieri, segna un cambio di passo netto rispetto al passato. Non si tratterebbe, infatti, di un ruolo di rappresentanza o di una poltrona da “ambasciatore” per eventi istituzionali. Secondo quanto trapela dagli ambienti vicini alla presidenza e riportato dalle ultime cronache sportive, l’ex numero 10 ambisce a una posizione operativa che ricalchi il percorso intrapreso da Paolo Maldini al Milan.

Il precedente milanista funge da bussola: Totti vorrebbe incidere sulle scelte di campo, partecipare alla costruzione della rosa e agire come collante tecnico tra spogliatoio e dirigenza. «So che i Friedkin ci stanno pensando. Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma», ha ammesso apertamente Ranieri, lasciando intendere che il dialogo non è solo avviato, ma poggia su basi di reciproco interesse professionale.

Il fattore Ranieri e il primo contatto con la proprietà

A rendere possibile quello che fino a pochi mesi fa sembrava un tabù è il mutato scenario politico interno al club. Rispetto alla prima parentesi dirigenziale conclusasi con le amare dimissioni del 2019, Totti si troverebbe a collaborare con interlocutori diversi. Se allora il muro era rappresentato dalla gestione remota di James Pallotta, oggi la presenza fisica di Dan e Ryan Friedkin e la figura di garanzia di Claudio Ranieri offrono uno scudo tecnico e sentimentale senza precedenti.

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Stando alle ricostruzioni giornalistiche attuali, ci sarebbe già stato un primo incontro conoscitivo tra le parti. La proprietà statunitense non ha ancora formalizzato un’offerta economica dettagliata, preferendo in questa fase tastare il polso all’ex capitano per capirne le reali disponibilità e le ambizioni di carriera. Da parte sua, Francesco Totti non avrebbe mostrato alcuna chiusura, anzi, l’idea di rientrare “a casa” proprio sotto l’egida di un mentore come Ranieri e con poteri decisionali reali sembra essere la molla decisiva per il sì definitivo.

Un ritorno tra mistica e operatività

Mentre la squadra cerca di ritrovare equilibrio in campionato, il possibile ritorno del “Pupone” accende le speranze della tifoseria, che vede in lui l’unico elemento capace di restituire romanità a un club apparso spesso troppo distante dalle proprie radici. L’incastro perfetto potrebbe vedere Totti lavorare fianco a fianco con un direttore sportivo di peso, proprio come accaduto nella fortunata accoppiata tra Maldini e Ricky Massara che portò lo scudetto sulla sponda rossonera del Naviglio. A un anno dalle celebrazioni per i cento anni della Roma, il cerchio sta per chiudersi: l’amore mai interrotto tra la città e il suo simbolo più grande si prepara a scrivere un nuovo, inatteso capitolo.

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