Al Bluenergy Stadium finisce 2-2, ed è uno di quei pareggi che raccontano due partite dentro la stessa gara. Un tempo a testa, emozioni continue, occasioni da una parte e dall’altra. L’Udinese domina a lungo ma non chiude, il Pisa soffre, resiste e poi colpisce. Il risultato serve di più ai friulani, che allungano sulla zona retrocessione, mentre i toscani restano ultimi, ma con segnali di vita tutt’altro che banali.
Primo tempo friulano: controllo e rimonta
La gara si accende presto. Il Pisa colpisce per primo con una giocata che sposta l’inerzia emotiva del match: Matteo Tramoni inventa dal limite un destro all’incrocio che gela lo stadio. Un gol che premia il coraggio dei nerazzurri, fino a quel momento più attendisti.
La reazione dell’Udinese, però, è immediata e concreta. La squadra di Kosta Runjaic alza il ritmo, prende campo e ribalta la partita con due episodi pesanti. Prima il colpo di testa di Christian Kabasele, lasciato incredibilmente solo su calcio d’angolo. Poi il rigore trasformato con freddezza da Keinan Davis, che firma il 2-1 prima dell’intervallo.
A quel punto la partita sembra nelle mani dei friulani, più solidi, più continui, più presenti nella metà campo avversaria.
Secondo tempo toscano: Pisa vivo, Udinese sprecona
La ripresa cambia volto. Il Pisa di Alberto Gilardino rientra con un atteggiamento diverso, più aggressivo, più convinto. L’Udinese abbassa il baricentro, forse inconsciamente, e lascia respirare gli ospiti.
Il pareggio arriva al 67’: Piccinini prolunga di testa, Okoye respinge ma non trattiene, e Henrik Meister è il più rapido di tutti ad avventarsi sul pallone. È 2-2, ed è un gol che cambia l’inerzia della gara.
Da lì in avanti succede di tutto. Il Pisa prende fiducia e sfiora addirittura il colpo grosso con un palo clamoroso di Meister, mentre l’Udinese risponde con una doppia occasione incredibile: Arthur Atta colpisce il palo, poi Davis manda alto da pochi passi. Occasioni che pesano come macigni quando il risultato resta inchiodato.
Un punto a testa, sensazioni opposte
Nel finale entrambe provano a vincerla, ma senza lucidità. Il pareggio regge fino al triplice fischio e consegna un punto a testa che racconta sensazioni diverse. L’Udinese può sorridere a metà: la classifica migliora, ma resta il rimpianto per non aver chiuso una gara dominata a lungo. Il Pisa, invece, resta ultimo, ma esce da Udine con la consapevolezza di poter restare in partita anche nei contesti più difficili.
È un pareggio che non fa rumore, ma che lascia tracce. Perché certe partite, anche senza vincere, dicono molto di più di quanto sembri.



