News

Verona e Pisa, il debutto dei nuovi tecnici finisce in bianco: al Bentegodi regna la paura

Finisce 0-0 lo scontro salvezza tra Sammarco e Hiljemark. Orban e Moreo fermati dai legni, Montipò decisivo nel finale.

Redazione
4 Min Read

L’elettroshock del cambio in panchina non basta a sbloccare Verona e Pisa, che nell’anticipo della ventiquattresima giornata di Serie A si dividono la posta in palio al termine di un pareggio a reti bianche tanto intenso quanto amaro. Allo stadio Bentegodi, la sfida salvezza tra le ultime due della classe finisce 0-0, un risultato che fotografa perfettamente l’equilibrio della paura ma che lascia entrambe le compagini a quota 15 punti, ancorate ai bassifondi della graduatoria. Per i nuovi tecnici Sammarco e Hiljemark, subentrati rispettivamente agli esonerati Zanetti e Gilardino, il debutto porta in dote un punto che muove la classifica ma non risolve la crisi di identità di due piazze alla disperata ricerca di una svolta.

La prima di Sammarco e il debutto storico di Edmundsson

La serata del Bentegodi è stata caratterizzata da una profonda ventata di novità, figlia di una sessione invernale di calciomercato che ha visto scaligeri e toscani tra i protagonisti più attivi. Tra le fila dell’Hellas, il tecnico Sammarco ha lanciato dal primo minuto Andrias Edmundsson, scrivendo una piccola pagina di storia del nostro calcio: il difensore è infatti il primo giocatore delle isole Fær Øer a calcare i campi della Serie A.

Pubblicità

Nonostante l’assetto tattico rinnovato e l’entusiasmo dei nuovi innesti, la partita ha faticato a decollare sotto il profilo del gioco fluido, riflettendo la tensione tipica degli scontri diretti per non retrocedere. La cronaca dell’incontro, come riportato dai tabellini ufficiali, evidenzia una gara spezzata, dove la tattica ha spesso prevalso sull’estro individuale, lasciando ai singoli episodi il compito di accendere il match.

Orban contro il legno: i rimpianti dell’Hellas

Il Verona può recriminare per un primo tempo giocato con maggiore intraprendenza, trascinato dalla vivacità di Orban. L’attaccante nigeriano, arrivato in gialloblù per dare peso specifico a un reparto asfittico, è andato vicinissimo al bersaglio grosso al 33’, quando una sua punizione radente ha centrato in pieno il palo a Scuffet battuto.

Pochi minuti dopo, l’ex Hoffenheim si è visto negare la gioia del gol da un salvataggio sulla linea del difensore nerazzurro Bozhinov, anche se l’azione era stata precedentemente viziata da una segnalazione arbitrale per un contatto falloso ai danni dell’estremo difensore ospite. La spinta dei padroni di casa si è però affievolita con il passare dei minuti, permettendo al Pisa di riorganizzarsi e uscire dal guscio nella seconda frazione.

Il finale è di marca nerazzurra: Montipò salva il punto

Se il primo tempo è stato di marca veronese, il finale di gara ha visto la formazione di Hiljemark sfiorare il colpaccio esterno. All’81’, in un convulso ribaltamento di fronte, il Pisa ha costruito due palle gol monumentali nel giro di pochi secondi. Prima è stato Moreo a colpire il legno con un colpo di testa imperioso, poi sulla ribattuta Montipò si è superato, murando la conclusione aerea di Caracciolo con un riflesso felino.

Il portiere scaligero si è ripetuto allo scadere, blindando il risultato su un tentativo di Meister, l’ultimo brivido di una partita che non ha voluto saperne di sbloccarsi. Al triplice fischio di Doveri, resta la sensazione di un’occasione persa per entrambe: il Pisa mantiene la penultima piazza per differenza reti, mentre il Verona resta fanalino di coda, con la strada verso la salvezza che si fa ogni settimana più ripida per entrambe.

I più letti

Pubblicità