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Emanuele De Scisciolo
4 Min Read

Sogliano, il laboratorio Verona: salvezza e plusvalenze senza rumore

Metodo, scouting globale e cicli pronti a ripartire: così l’Hellas resta in Serie A creando valore

Calciomercato
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A Verona il tempo non si misura in sessioni di mercato, ma in cicli. Alcuni si chiudono, altri ripartono subito, senza clamore. È in questa continuità silenziosa che si muove Sean Sogliano, architetto di un modello che tiene insieme due esigenze spesso inconciliabili: salvezza sportiva e sostenibilità economica. Non uno slogan, ma una pratica quotidiana.

Il doppio binario: restare in A e creare valore

Da sette stagioni consecutive l’Hellas Verona resta in Serie A sfidando una realtà semplice: risorse limitate, concorrenza feroce, margine d’errore minimo. La risposta è un metodo che mescola analisi e istinto, dati e visione dal vivo, pazienza e coraggio. L’obiettivo è duplice e dichiarato: non retrocedere e, nello stesso tempo, scoprire talenti prima che diventino irraggiungibili. È un equilibrio fragile, ma è proprio lì che il Verona ha costruito la sua identità recente.

Un mercato che non fa rumore (ma produce risultati)

La scorsa estate sembrava l’inizio di un ridimensionamento. Le uscite hanno inciso: Jackson Tchatchoua al Wolverhampton, Diego Coppola al Brighton, Gabriele Ghilardi in prestito alla Roma. Plusvalenze necessarie, sì, ma mai scollegate dal campo. La spina dorsale è stata rinnovata senza smarrire competitività.

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Il metodo Sogliano, in pratica

Pescare all’estero resta possibile, se sai dove guardare e quando aspettare. I nomi raccontano la traiettoria: Giovane, Bernède, Belghali, Bella-Kotchap. Profili diversi, stesso filo: potenziale prima del consenso. C’è anche la capacità di riaccendere carriere: Bella-Kotchap, reduce da un periodo complesso, è tornato ad avere impatto e autorevolezza, mostrando solidità contro attaccanti di primo piano. Un’operazione che vale quanto un acquisto.

Scouting senza confini, crescita senza fretta

Il lavoro non si ferma all’Europa. Sud America, campionati minori, persino la Serie D: il radar è ampio e continuo. Con Sogliano lavorano il braccio destro Vincenzo Bevo e una rete di osservatori che privilegia visione diretta e tempi lunghi. È così che Bernède, cresciuto nel PSG e arrivato dal Losanna, ha trovato spazio dopo un anno di ambientamento. Niente scorciatoie.

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Il ciclo che riparte (già)

Il prezzo del successo è l’interesse delle big. Giovane e Belghali sono già osservati con attenzione dall’Inter. Che partano a gennaio o in estate, il punto è un altro: il ciclo è pronto a ricominciare. Perché il metodo non dipende dai nomi, ma dal processo. In sinergia con il settore giovanile guidato da Massimo Margiotta, il Verona tiene d’occhio Alphadjo Cissé, classe 2006, in prestito al Catanzaro e già incisivo in Serie B. Il futuro si prepara mentre il presente chiede risposte.

Verona come laboratorio

Il risultato è una squadra che resta in A e un club che crea valore. Senza proclami, senza rumore. A Verona la visione è di casa: quando un ciclo si chiude, un altro è già in movimento. È la normalità di un’anomalia che dura da anni.

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