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Atalanta agli ottavi di Champions: il volto di Krstovic è il simbolo dell’impresa

Tacchetti sulla fronte e rigore decisivo: il montenegrino sacrifica il fisico per il gol qualificazione di Samardzic.

Redazione
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I segni dei tacchetti di Bensebaini scavati sulla fronte di Nikola Krstovic diventano il vessillo della storica qualificazione dell’Atalanta agli ottavi di Champions League, certificando un corpo a corpo brutale che ha deciso l’esito della sfida contro il Borussia Dortmund. L’intervento scomposto del difensore algerino, sanzionato con il calcio di rigore dopo un consulto istantaneo, ha rappresentato lo spartiacque tattico di un match dominato dalla tensione agonistica. Dal dischetto, la freddezza di Lazar Samardzic ha trasformato il dolore fisico del compagno in un traguardo sportivo senza precedenti per il club orobico, consolidando il prestigio internazionale della gestione Palladino in territorio europeo.

La prova fotografica diffusa via Instagram dal centravanti montenegrino ha scatenato la reazione immediata dello spogliatoio nerazzurro, con Charles De Ketelaere e lo stesso match-winner Samardzic che hanno tributato a Krstovic il titolo di “eroe” della serata. L’attaccante, pur non figurando nel tabellino dei marcatori, ha svolto un lavoro di protezione palla e sacrificio fisico fondamentale per scardinare la resistenza dei gialloneri, accettando il rischio del trauma per garantire la profondità necessaria alla manovra bergamasca. La sua ferita diventa l’emblema di una Dea che non teme l’impatto fisico contro le corazzate della Bundesliga, ribaltando le gerarchie di un girone che vedeva i tedeschi favoriti per il passaggio del turno.

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Il passaggio agli ottavi di finale garantisce all’Atalanta un introito economico vitale per il consolidamento del parco giocatori, oltre a una proiezione di ranking UEFA che blinda la competitività del marchio nerazzurro a livello globale. La scadenza contrattuale di alcuni elementi chiave e le dinamiche di mercato passeranno ora in secondo piano di fronte all’imminente sorteggio di Nyon, dove la compagine orobica si presenterà come la “mina vagante” più temuta del tabellone. Il sacrificio di Krstovic e la precisione chirurgica di Samardzic scrivono così una nuova pagina di storia, trasformando una cicatrice da gioco in un trofeo di appartenenza e dedizione alla causa atalantina.

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