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Yan Diomande MVP in Costa d’Avorio-Ecuador: a star is born

MVP contro l'Ecuador all'esordio in Coppa del Mondo. Dalla Costa d'Avorio, passando per Stati Uniti e Spagna, fino alla Germania: ecco la storia di Yan Diomande.

Alessandro Germani
4 Min Read

Forse non avete mai sentito parlare di Yan Diomande. Forse questa è la prima volta che sentite, o in questo caso leggete, il suo nome. Ma per chi segue con attenzione il calcio internazionale, il giovane talento ivoriano e la sua prestazione di ieri notte non rappresentano una piacevole scoperta, bensì una conferma di quanto già visto. In ogni caso, la straordinaria performance offerta contro l’Ecuador al suo debutto in Coppa del Mondo ha attirato gli occhi di tutti, con il premio di MVP della partita che sembra essere soltanto il primo capitolo di una storia destinata a far parlare a lungo.

Chi è Yan Diomande?

Quando Lewis Hamilton conquistò il suo settimo titolo mondiale in Formula 1, pronunciò una frase destinata a rimanere impressa nella memoria, un mantra per tutte le generazioni, dedicato a chi sogna: “That’s for all the kids out there, who dream the impossible, you can do it too”. Tra quei bambini che sognavano l’impossibile c’era anche Yan Diomande, che nell’ultima settimana ha confermato ai microfoni di Red Bull di aver realizzato il sogno che aveva fin da bambino: disputare una Coppa del Mondo con la maglia della Costa d’Avorio.

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La sua storia cominciò proprio lì, a Yopougon, quartiere popolare di Abidjan, e si sviluppa tra Stati Uniti, Spagna e Germania. A soli 15 anni lascia il suo paese per trasferirsi a Daytona Beach, in Florida, – scelta che ancora oggi lui stesso fatica a spiegare- senza conoscere l’inglese e lontano dalla famiglia, vivendo all’interno della DME Academy, con la quale conquista l’UPSL, insieme ad altri giovani africani, in attesa di compiere i diciott’anni per raggiungere il Leganés, squadra con la quale aveva già firmato un contratto, valido dal compimento della maggiore età.

Vicino al compimento dei 18 anni decide di prendere in mano il proprio destino: interrompe il rapporto con il suo agente, contatta direttamente il presidente del Leganés e si trasferisce a Madrid, dove dorme nella sede del settore giovanile del club biancoazzurro pur di risparmiare e inviare più denaro possibile alla famiglia, rimasta in Costa d’Avorio. Il debutto in campionato arriva contro il Real Madrid, e da quel momento fino a fine stagione colleziona dieci presenze in Liga, condite da 2 gol e 1 assist, non permettendo, però, al Leganés di salvarsi. Sentendosi poco valorizzato, decide di cambiare aria, anzi meglio paese, trasferendosi per 20 milioni di euro in Germania al Lipsia, pronto a credere in lui.

L’esplosione in Bundesliga e l’esordio al Mondiale

La sua prima stagione “tedesca” è semplicemente straordinaria. Diomande realizza 13 gol e 9 assist in 36 partite, trascinando il Lipsia al terzo posto, ottenendo la qualificazione in Champions League. Il suo incredibile rendimento gli vale la sfrenata corte di Liverpool, Manchester United, Bayern Monaco e Real Madrid: proprio per questo motivo, prima dell’inizio della Coppa del Mondo, il Lipsia, consapevole di avere tra le mani un diamante grezzo, fissa il prezzo per privarsene: 130 milioni.

Una cifra enorme, destinata a crescere dopo la splendida prestazione, impreziosita con il premio di MVP, nella vittoria per 1-0 contro l’Ecuador. Il sogno sembra essere appena cominciato: ciò che un tempo sembrava impossibile oggi è realtà.

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