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Inter-Genoa, De Rossi sfida i campioni: “No alla mediocrità”

Emergenza Norton-Cuffy per il Grifone: a San Siro contro un'Inter ferita dal Bodo in Champions.

Redazione
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Il Genoa si presenta alla scala del calcio con l’orgoglio di chi non accetta verdetti scontati: Daniele De Rossi alza l’asticella in vista della trasferta contro l’Inter, rigettando categoricamente l’alibi della “sconfitta programmata”. Dopo il successo contro il Torino, il tecnico giallorosso ha tracciato la rotta psicologica per la sfida di sabato al Meazza: «Non voglio rassegnazione alla mediocrità; accettare di perdere a Milano solo perché loro sono più forti è un discorso che non mi sta bene», ha tuonato l’allenatore in conferenza, richiamando il gruppo a una prestazione di puro agonismo. La missione del Grifone è sfruttare il momento di vulnerabilità psicologica dei nerazzurri, reduci dalla clamorosa eliminazione in Champions League per mano del Bodo/Glimt, pur consapevole che l’orgoglio ferito dei campioni d’Italia possa rappresentare un’insidia supplementare.

Sul piano tattico, l’attenzione del Genoa è focalizzata sulla neutralizzazione delle palle inattive, vero marchio di fabbrica della capolista. «Abbiamo analizzato i loro numeri sui piazzati per mezz’ora; l’Inter ha grandi saltatori e crossatori di livello», ha ammesso De Rossi, che ha preparato accorgimenti specifici per limitare lo strapotere aereo dei saltatori di Chivu. La preparazione alla sfida è però condizionata da un’infermeria non ancora vuota: restano in forte dubbio le presenze di Otoa e Norton-Cuffy. Se per il difensore filtrano segnali di ottimismo dopo la distorsione alla caviglia (escluse lesioni), per l’esterno inglese il fastidio al flessore accusato contro i granata rende il recupero per sabato estremamente complesso.

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La classifica impone al Genoa di non concedersi distrazioni: con l’obiettivo salvezza ormai consolidato, la sfida di San Siro diventa il test definitivo per misurare le ambizioni di crescita del progetto tecnico. De Rossi chiede una squadra corta e coraggiosa, capace di colpire nei punti deboli di una compagine nerazzurra che, nonostante il dominio in Serie A, potrebbe accusare le scorie fisiche e mentali della spedizione europea. «La leggerezza non esiste con questa maglia addosso», ha ribadito il tecnico, blindando lo spogliatoio da cali di tensione e puntando tutto sulla fame di un gruppo che vuole riscrivere le gerarchie del campionato proprio nella tana della prima della classe.

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