Nella serata di oggi, il Mapei Stadium è stato teatro di un’autentica impresa sportiva firmata dal Sassuolo di Fabio Grosso, capace di sconfiggere l’Atalanta per 2-1 nonostante un’inferiorità numerica durata oltre settanta minuti. In una congiuntura stagionale che vedeva i bergamaschi reduci dal trionfo europeo contro il Borussia Dortmund, la compagine neroverde ha mostrato una resilienza tattica d’altri tempi, capitalizzando al massimo le reti di Koné e Thorstvedt. Inutile il forcing finale del sodalizio orobico, culminato nel primo sigillo italiano di Musah, che non è bastato a evitare un’inaspettata battuta d’arresto nella corsa ai vertici della classifica.
L’espulsione di Pinamonti e il paradosso del vantaggio
Il summit agonistico in terra emiliana ha subito una scossa tellurica già al 16′, quando Pinamonti è stato sanzionato con un rosso diretto per un intervento scomposto sulla caviglia di Djimsiti. Tuttavia, l’impasse derivata dall’uomo in meno non ha scalfito le certezze del Sassuolo. Appena sette minuti dopo il provvedimento disciplinare, su uno sviluppo da palla inattiva, Koné ha trovato il guizzo vincente nell’area piccola trafiggendo Carnesecchi. L’Atalanta, apparsa inizialmente lenta e macchiosa nella circolazione di palla, non è riuscita a sfruttare il vantaggio numerico nella prima frazione, sbattendo contro i riflessi di un Muric in stato di grazia, autore di un intervento prodigioso su Bellanova.
La mossa di Palladino e la sentenza di Thorstvedt
Nella ripresa, Palladino ha tentato di ribaltare l’inerzia del match con un triplo cambio immediato, inserendo Krstovic, Zappacosta e Sulemana. Nonostante la pressione asfissiante della Dea, è stato ancora il Sassuolo a colpire in contropiede. Al 69′, Kristian Thorstvedt ha estratto dal cilindro un sinistro chirurgico che si è insaccato all’incrocio dei pali, siglando il raddoppio e facendo esplodere la panchina emiliana. «Dobbiamo avere fiducia in noi stessi ed entrare convinti in campo», sembrava essere il mantra dei neroverdi, che hanno retto l’urto fisico contro una compagine bergamasca apparsa scarica dopo le fatiche di Champions League.
Musah riapre il match, Muric blinda il risultato
Il finale di gara si è trasformato in un assedio totale degli ospiti. Al minuto 89, Yunus Musah ha riacceso le speranze orobiche trasformando in rete un cross basso di Zappacosta, ma il forcing nei sei minuti di recupero si è infranto contro il muro eretto da Idzes e le parate monumentali di Muric, che ha tolto dall’incrocio un colpo di testa a botta sicura di Scalvini. Questa vittoria, la terza consecutiva per il club di Grosso, proietta il Sassuolo in una dimensione di classifica ambiziosa, mentre per l’Atalanta resta il rammarico di non aver saputo gestire la superiorità numerica, evidenziando limiti di lucidità derivanti dai recenti impegni internazionali.


