La Champions League torna ad accendere i riflettori della New Balance Arena, dove questa sera l’Atalanta di Raffaele Palladino affronterà il Bayern Monaco nell’andata degli ottavi di finale. Dopo aver estromesso il Borussia Dortmund ai play-off, il sodalizio orobico si ritrova investito di una responsabilità nazionale: la Dea è infatti l’ultima rappresentante italiana rimasta nel tabellone dopo le premature eliminazioni di Juventus e Inter. Di fronte, una vera e propria corazzata: la compagine guidata da Vincent Kompany, capace di siglare l’astronomica cifra di 128 reti in stagione, si presenta a Bergamo con i favori del pronostico ma conscia dell’imprevedibilità tattica dei nerazzurri.
Il piano di Palladino: coraggio tattico e densità tra le linee
Per arginare lo strapotere tecnico dei bavaresi, Palladino non sembra intenzionato a snaturare l’identità propositiva della sua compagine. L’Atalanta cercherà di colpire il Bayern attraverso una strategia di “leggerezza consapevole”, focalizzando il gioco negli spazi intermedi. Il peso della manovra creativa graverà sulle spalle di Lazar Samardzic e Nicola Zalewski, posizionati strategicamente alle spalle del terminale offensivo Gianluca Scamacca.
Mentre il polacco avrà il compito di accentrarsi per mandare in crisi i meccanismi di scalata della difesa tedesca, il serbo dovrà agire da acceleratore di gioco, sfruttando la precisione del suo sinistro per innescare le corsie esterne. Fondamentale sarà l’apporto di Zappacosta e Bernasconi: la loro capacità di produrre cross di qualità per la fisicità di Scamacca rappresenta una delle poche crepe potenziali nella struttura difensiva di Kompany.
L’incubo Harry Kane e il recupero di Musiala
Il compito più arduo spetta però al pacchetto arretrato e alla diga di centrocampo. Il pericolo numero uno risponde al nome di Harry Kane, autore di una stagione fantascientifica da 45 gol in 37 presenze (di cui 8 nella massima competizione europea). A supporto dell’inglese, il Bayern ritrova il talento purissimo di Musiala, che insieme a Olise, Gnabry e Luis Diaz compone una batteria di trequartisti di livello mondiale.
Per inaridire le fonti di gioco bavaresi, Marten de Roon e Mario Pasalic saranno chiamati a un lavoro di pressione asfissiante su Kimmich e Pavlovic. L’obiettivo è togliere tempo e spazio ai motori del centrocampo tedesco, impedendo la verticalizzazione immediata verso le punte. È una congiuntura tattica che richiede un sacrificio atletico estremo, ma è proprio in queste notti di sofferenza e dedizione che il popolo bergamasco ha costruito la propria leggenda europea.
Il martedì di Champions: il panorama continentale
Il programma odierno non offre tregua, con sfide di altissimo profilo che ridisegneranno la geografia dei quarti di finale:
- Newcastle – Barcellona: scontro di stili tra la potenza economica inglese e la tradizione catalana.
- Galatasaray – Liverpool: l’inferno di Istanbul attende la truppa di Slot.
- Atletico Madrid – Tottenham: il pragmatismo di Simeone contro l’esuberanza degli Spurs.
Domani il quadro si completerà con i big match Real Madrid-Manchester City e PSG-Chelsea, in una settimana che promette di essere spartiacque per l’intera stagione europea.


