Il sipario dell’Europa League si alza su una sfida che profuma di storia e necessità: Bologna e Roma si affrontano nell’andata degli ottavi di finale in un Dall’Ara che si prepara a una notte di elettricità pura. L’incrocio tricolore, imposto da un sorteggio cinico, garantisce al calcio italiano una sicura rappresentante ai quarti di finale, proprio in un momento di flessione dei nostri club nelle competizioni continentali. Per i giallorossi si tratta del quarto derby europeo della loro storia, a due anni dall’eliminazione del Milan, mentre per il sodalizio emiliano rappresenta una “prima” assoluta nei turni nobili dell’ex Coppa UEFA, un traguardo che certifica la crescita esponenziale del progetto tecnico di Vincenzo Italiano.
La congiuntura del riscatto: esorcizzare i passi falsi in Serie A
Entrambe le compagini approcciano l’impegno europeo con il desiderio di cancellare le recenti amarezze domestiche. La Roma di Gian Piero Gasperini deve metabolizzare il pesante rovescio di Marassi contro il Genoa dell’ex De Rossi, mentre il Bologna è chiamato a riscattare l’inaspettato blackout interno subito per mano del Verona. La congiuntura dei risultati sposta dunque il baricentro delle motivazioni: la coppa non è più solo un obiettivo di prestigio, ma l’ancora di salvezza per ritrovare certezze smarrite e slancio agonistico.
Scelte obbligate e novità tattiche: il fattore Hermoso e l’emergenza Koné
In casa giallorossa, la vigilia è stata segnata da un’alternanza di notizie dall’infermeria. Se il recupero di Mario Hermoso restituisce ossigeno a un reparto orfano dello squalificato Mancini, l’allenamento mattutino ha presentato un conto salatissimo: Manu Koné è stato fermato da un affaticamento muscolare e non sarà della partita. Un’assenza che si somma a quella di Soulé, il quale prolunga l’impasse del reparto offensivo già privo di Dybala. Gasperini ridisegna così la sua Roma inserendo El Ayanoui in mediana e alzando il baricentro di Cristante, chiamato a supportare Zaragoza alle spalle dell’unico terminale credibile, Donyell Malen. «Non faremo calcoli, daremo tutto su ogni fronte», ha ribadito il tecnico, respingendo l’idea di un turnover in vista del campionato.
Italiano si affida all’esperienza: il ritorno di Bernardeschi
Dall’altra parte della barricata, Vincenzo Italiano prepara una strategia volta alla perfezione tattica per arginare l’aggressività giallorossa. In difesa è confermata la coppia centrale Lucumí–Vitik, ma è sugli esterni che il tecnico rossoblù opera la scelta più significativa: Federico Bernardeschi, uomo di comprovata esperienza internazionale, scalza Orsolini per una maglia da titolare. Il ballottaggio offensivo vede Dallinga in leggero vantaggio su Castro, con il compito di scardinare l’inedito terzetto difensivo romano. «Affrontiamo una squadra di immenso valore, servirà una gara quasi perfetta», ha dichiarato Italiano, ribadendo la stima profonda per il collega avversario, considerato un modello di riferimento per l’intera categoria.


