La UEFA rompe il silenzio sul caos del Parco dei Principi: l’Organo di Controllo, Etica e Disciplina (CEDB) ha ufficializzato un provvedimento di ammonizione a carico di Pedro Neto per condotta antisportiva. Il verdetto segue il grave episodio verificatosi durante il recupero dell’andata degli ottavi di Champions League tra Paris Saint-Germain e Chelsea, quando l’esterno portoghese ha travolto un raccattapalle nel tentativo di accelerare la ripresa del gioco. La caduta del giovane addetto ha innescato una maxi-rissa sul terreno di gioco, costringendo il direttore di gara a una gestione emergenziale della disciplina in una fase cruciale del match.
Il dispositivo disciplinare di Nyon ha valutato l’intensità del contatto e le conseguenze sull’ordine pubblico della gara, archiviando il caso con una sanzione che evita la squalifica immediata ma macchia il curriculum europeo dei Blues. «La frenesia del risultato negativo ha prevalso sulla lucidità, inducendomi a un contatto fisico che non mi appartiene», ha ammesso Pedro Neto nel post-partita, cercando di stemperare la tensione attraverso un gesto riparatore. Il calciatore ha confermato di aver consegnato la propria maglia di gara al ragazzo coinvolto, formalizzando scuse dirette per una spinta definita “figlia dell’emozione agonistica” ma tecnicamente sanzionabile secondo il regolamento UEFA.
L’incidente si inserisce in un quadro di estremo nervosismo per la formazione londinese, costretta a inseguire il PSG in un doppio confronto che mette a rischio il ranking stagionale del club. La decisione del CEDB chiude il fronte legale ma lascia aperta la questione ambientale per il match di ritorno a Stamford Bridge, dove la condotta dei tesserati sarà sotto osservazione speciale. Resta confermata la validità del risultato del campo, mentre il Chelsea dovrà ora gestire il peso psicologico di un’indagine lampo che ha evidenziato falle nella tenuta nervosa dei suoi top player sotto pressione internazionale.


