Il Barcellona compie un passo forse decisivo verso la conquista della Liga, espugnando il Metropolitano per 2-1 in un big match dai toni epici trasmesso in diretta su Canale 20. La trentesima giornata del campionato spagnolo si trasforma in un vero e proprio “lunedì nero” per le ambizioni di Madrid: mentre i catalani rimontano l’Atletico, il Real Madrid crolla clamorosamente sul campo del Maiorca, scivolando a una distanza siderale dalla vetta. Il sodalizio guidato da Hansi Flick vanta ora un tesoretto di 7 punti di vantaggio sui Blancos, una dote che, a otto turni dal termine, profuma di sentenza definitiva per il titolo nazionale.
La caduta del Cholo e l’urlo di Lewandowski
La sfida di Madrid si è accesa in un finale di primo tempo pirotecnico, capace di condensare le contraddizioni tattiche delle due compagini. Al vantaggio colchonero siglato al 39’ da Giuliano Simeone — abile a sfruttare una sconsiderata lettura difensiva blaugrana su lancio di Lenglet — ha risposto quasi istantaneamente Marcus Rashford. L’attaccante inglese, perfettamente integrato nei meccanismi di Flick, ha ristabilito l’equilibrio al 42’ dopo una raffinata combinazione con Dani Olmo. «La nostra forza risiede nella capacità di non smarrire mai la bussola tattica, anche quando l’avversario colpisce a freddo», ha commentato l’ambiente catalano, sottolineando la resilienza di una squadra che ha saputo approfittare dell’ingenuità di Nico Gonzalez, espulso per un rosso diretto poco prima dell’intervallo.
Nella ripresa, nonostante l’inferiorità numerica dell’Atletico, il Barcellona ha dovuto faticare per scardinare il fortino di Diego Simeone, rischiando a sua volta di restare in dieci per un intervento di Gerard Martin, poi declassato a giallo dal VAR. Il summit decisivo con la vittoria è avvenuto solo all’88’: dopo un miracolo di Musso su Ferran Torres, il pallone è carambolato fortuitamente sulla spalla di Robert Lewandowski insaccandosi in rete. Questo successo proietta il Barcellona a 76 punti, lasciando l’Atletico ancorato al quarto posto a quota 57, in attesa che le due formazioni si ritrovino nei quarti di finale di Champions League.
Il Real Madrid abdica?
Se il Barcellona sorride, il Real Madrid vive una delle ore più buie della gestione recente. La trasferta alle Baleari si è trasformata in un incubo sportivo firmato Vedat Muriqi: l’ex attaccante della Lazio ha siglato al 91’ il gol del definitivo 2-1 per il Maiorca, rendendo vano il pareggio illusorio di Militao arrivato solo tre minuti prima. La compagine di Martin Demichelis, passata in vantaggio con Morlanes, ha saputo soffrire e colpire nel momento di massima pressione madrilena, ottenendo punti vitali per uscire dalla zona retrocessione.
Per il Real la congiuntura è drammatica: restare a 69 punti significa vedere le insegne del Barcellona allontanarsi in modo quasi irrimediabile. L’incapacità di gestire le transizioni negative e una sterilità offensiva inusuale nelle fasi nevralgiche del match condannano i Blancos a un finale di stagione tutto in salita, dove il recupero di sette lunghezze appare, ad oggi, un’impresa ai limiti dell’impossibile contro questo Barcellona cinico e fortunato.



